sabato 23 febbraio 2013

Italia 2013: chi votare al Parlamento?



Per chi votare domenica 24 febbraio 2013? A chi affidare le speranze (poche...) per il risanamento (urgentissimo!!!) di questo paese?

La scelta mi è davvero difficile. Cerco di esaminare qui, semplificando con l'accetta e in forma libera, i miei dubbi.


- PD, PdL, Lega, SEL, UDC: questi partiti ed i personaggi che li dirigono hanno dimostrato, nel lungo ventennio ora trascorso in cui hanno governato l'Italia, di non mantenere alcuna promessa elettorale, né di possedere le qualità necessarie a condurre l'Italia fuori dal guado: onestà, competenza, e interesse per la cosa pubblica sono del tutto assenti.
Pertanto è velleitario ragionare sui programmi politici di queste forze. Manca la credibilità, la volontà di attuarli, la preoccupazione per il "costo elettorale" di scelte sbagliate. Per contro, questi partiti hanno generato un numero impressionante di casi di corruzione, ed hanno a più riprese svelato interrelazioni strette con lobbies e poteri forti vari. Insomma: invotabili.


- Monti: venduto come l'uomo nuovo della politica italiana, Mario Monti è stato un bluff. Professore che non produce ricerca, più burocrate che economista, ha governato l'Italia a suon di tasse. Certo, ha il merito di aver fronteggiato l'allargamento degli spread sul debito pubblico, ma all'Italia servono come mai prima d'ora riforme strutturali, che abbiano effetto nel medio e nel lungo periodo. Monti, personaggio vicino se non proprio interno a gruppi di potere influenti, difficilmente avrà mai la spinta riformatrice che serve al paese. Monti è stato attivo nel combattere i grandi monopolisti sulla scena europea, ma non ha fatto altrettanto in casa propria, anzi...


- Movimento 5 Stelle e Beppe Grillo: rimangono allora le forze nuove. Premetto che ho sempre avuto simpatia per Grillo, da quando faceva un gran casino in Rai sparando a zero contro i vertici di Telecom Italia e altre società italiane, di quelle "che non si deve dire male". Anche, ho simpatia per il suo animo ecologista sin dai tempi di film come Topo Galileo (ve lo ricordate?).
Detto ciò, vedo bene e male nel M5S. Il bene è la volontà di svecchiare, la spinta rivoluzionaria, il tentativo di ricollegare le scelte fatte nelle sedi legislative alla effettiva volontà popolare, l'attenzione al problema della corruzione endemica dei politici, la "resistenza" alle grandi lobbies. Tutto questo mi piace.

C'è però un lato che mi preoccupa molto. Primo, la pressocché totale mancanza di un programma economico: male, molto male, non mi basta dire che per finanziare il reddito minimo garantito prenderete i fondi tagliando in costi della politica. Temo una navigazione a vista su questi ed altri temi...
Secondo: l'Italia ha un macroscopico problema di ingessatura del sistema pubblico. Le regole, il sistema giudiziario, la gestione del territorio... è tutto di serie C se confrontati ai paesi sviluppati. Per esempio, per avere un permesso edilizio, in Italia siamo fra i peggiori per tempi e soldi richiesti, e per l'arbitrarietà delle procedure. La World Bank ci mette al 103° posto per accessibilità dei permessi di costruzione! E facciamo persino peggio per quanto riguarda la capacità del sistema di garantire la corretta esecuzione dei contratti: sempre la World Bank ci posiziona al 160° posto!! Pensare quanto sia importante per un investitore, grande o piccolo che sia, avere la certezza del diritto e dei contratti che sottoscrive, e vedere queste valutazioni che neppure i paesi del quarto mondo... è sconfortante.

Il problema è che il M5S parla molto di giustizialismo ed ecologia spicciola ("tutti in galera!", "basta distruggere il territorio!"), ma sembra non rendersi conto dei problemi suddetti. Una ulteriore stretta antiliberale non sarebbe una soluzione favorevole alla crescita economica, né si vivrebbe meglio in uno Stato di polizia, dove per giunta il diritto è incerto a causa dei tempi lunghi della giustizia! Questi aspetti mi mettono in guardia, nonostante le simpatie di cui sopra, dal votare per M5S.


- Fermare il Declino: qui la ricetta è puramente economica, e mi sento di condividerla in pieno. Il programma di Fermare il Declino è molto vicino a quanto avrei proposto io stesso, e già questo sarebbe sufficiente a farmi votare per loro.
Veniamo ai dubbi. Il primo problema che vedo è nella totale assenza di un programma non economico. Vorrei sapere quali sono le idee dei miei rappresentanti, e quindi come voteranno, su temi come l'aborto, le guerre in Medio Oriente, la politica d'immigrazione, la libertà di culto, ecc. ecc.
Non riesco a cuor leggero a votare qualcuno, se poi un giorno esce fuori chi dice (mi pare fosse Zingales a riferirlo in un'intervista, qualche tempo fa) che Fermare il Declino è tutto per Israele, considerato faro d'Occidente nella sponda orientale del Mediterraneo. E dove sta scritto questo nel vostro programma?? Non mi sta bene votare a scatola chiusa su temi sensibili come questi.
Il secondo problema è la gestione interna del partito. La recente querelle tra Giannino e Zingales, culminata con l'uscita di quest'ultimo dal partito e la deposizione dalla presidenza di Giannino, ne è stata l'emblematica dimostrazione. La politica richiede un suo know-how ed un suo savoir faire, che sembrano mancare a molti accademici che partecipano all'iniziativa politica. Rabbrividisco al pensiero di come potrebbero, costoro, gestire una situazione di crisi vera, qualora posti ai vertici di governo del paese. Ad un governo si richiede anche robustezza: non vogliamo rimpasti ed elezioni anticipati, ne abbiamo già avuti abbastanza, grazie.


Insomma, mai come in questa tornata elettorale, la scelta è davvero difficile, e le conseguenze del voto potenzialmente letali per l'Italia.