venerdì 29 luglio 2011

Prodi blatera e spara sulla Deutschebank. Quante se ne devono sentire di questi tempi!




La notizia recente è che Deutschebank ha ridotto pesantemente la propria esposizione in titoli di stato italiani, per circa 7 miliardi di euro. Una scelta che è dettata da valutazioni in ordine alla solvibilità dell'Italia, come farebbe qualunque investitore sano di mente, ritrovandosi quotidianamente a ricalibrare il portafoglio detenuto per mantenere il suo target di redditività e rischiosità.

Invece Romano Prodi proprio non ci sta, "indossa l'abito dell'economista" e dichiara (si veda il Corriere della Sera di ieri) "E' la dimostrazione di una mancanza di solidarietà che porta al suicidio anche per la Germania. Significa la fine di ogni legame di solidarietà e significa obbligare tutti a giocare in difesa".

Caro Prodi, ma lei sa qual è la differenza tra istituzioni pubbliche e private? Una banca privata come Deutschebank ha come obiettivo la massimizzazione del profitto dei suoi azionisti (tra i quali, è bene ricordarlo, ci sono molti piccoli risparmiatori tedeschi). La pretesa che le banche agiscano secondo criteri di solidarietà (tra paesi? Rispetto a chi o cosa?) è una follia che appartiene a voi politici italiani, non al mondo finanziariamente civile. Cosa dovrebbe fare DB secondo lei, sobbarcarsi un rischio finanziario che oramai è riconosciuto tale da tutti gli agenti attivi nei mercati finanziari (lo ha visto lo spread con la Bundesbank salire e salire anche oltre +3%? Ecco, quella è la valutazione che i mercati fanno del rischio di credito del debito sovrano italiano).

Ma questa visione del mondo espressa da Prodi non mi soprende. L'Italia è il paese che ha creato le fondazioni bancarie, regalando agli allora funzionari la proprietà di fatto delle quote di controllo di alcuni tra i maggiori gruppi bancari italiani. In cambio, per così dire, di un vincolo che richiede alle fondazioni il perseguimento di finalità sociali, culturali o umanitarie. I rapporti stretti tra banche e politica in Italia, poi, non sono un mistero per nessuno.

Allora cos'è che chiede Prodi, che qualcuno "di peso" nel governo tedesco vada dal CdA di DB e prema affinché la banca (privata!) accetti di farsi carico di potenziali perdite (pagate dagli azionisti!), per un fine di solidarietà. Cioè: gli azionisti di DB dovrebbero pagare per la malapolitica italiana che ha condotto ad instabilità, scarsa crescita economica e debito pubblico al 120% del pil? E perché mai?
Caro Prodi, sa perché i tedeschi non seguono il suo consiglio? Perché a differenza di voi ex-democristiani ed ex-socialisti, si rendono ben conto che queste pratiche hanno un costo elevatissimo: allontanano gli investitori esteri, deprimono la redditività del capitale, e creano un perverso schema di favori per cui l'istituto che ha ceduto alla richiesta di solidarietà, prima o poi chiederà un favore in cambio. Rifletta sull'esempio di FIAT, proprio lei che ha condotto l'operazione Alfa Romeo svenduta agli Agnelli nell'86 in cambio di posti di lavoro mantenuti in seno al gruppo, e guardi dove tutto ciò ci ha portati.

Dia retta, Prodi, si tolga di nuovo l'abito da economista, e magari indossi un cilicio per espiare i guai prodotti in tanti anni di malgoverno da lei e dai suoi compari.

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