mercoledì 6 luglio 2011

L'invasore Murdoch ai confini, gli italiani si preparano all'assedio




Il tempo per scrivere sul blog è poco, ma abbastanza per segnalarvi questa chicca del Corriere della Sera.

Notizia 1: pare che il gruppo editoriale Sky stia valutando un'offerta di acquisto per la televisione italiana La7, attualmente di proprietà di Telecom Italia.

Notizia 2: e qual è la prevedibile reazione dei pavidi italioti quando lo straniero, armi in pugno, si presenta ai confini del paese, pronto a saccheggiare come un Attila, o a dominare come uno shakespeariano Fortebraccio in quel di Danimarca, dove certo di marcio non poteva essercene più che nella nostra povera Italia? Ecco che si attiva la Macchina del Fango: il giornalista prende un evento relativo ad un altro paese (UK) ed una singola giornalista (Rebekah Brooks), e prova a raccontare di un improbabile imminente tracollo di Sky nel mondo.

Il passaggio "incriminato" dell'articolo è questo qui (il grassetto l'ho aggiunto io): "Non è una curiosità qualsiasi da soddisfare, quella sulla serietà e sull'onestà di Rebecca. Eh no. Qui ne va di mezzo la credibilità di un impero editoriale, il «Murdoch empire», che con televisioni (Sky, Fox) e giornali (dal Wall Street Journal al Times, dal New York Post al Sun e al domenicale News of the World) comunica nel mondo. E Rebekah nella scuderia del magnate australiano non è mica una di seconda linea: è il braccio operativo dello «squalo», ossia di Rupert Murdoch. Un passetto alla volta la Brooks ha scalato tante posizioni e ora è al vertice della piramide di News International, la società da cui dipendono le testate quotidiane del gruppo. Dopo di lei, un po' più in alto di lei, c'è solo la famiglia Murdoch. L'«hacking case», di cui il capitolo su Milly Dowler scoperchiato dal Guardian è l'ultimo e il peggiore, rischia di trasformarsi in un ciclone devastante per l'intera compagnia."

La questione è quasi ridicola. La giornalista Rebekah Brooks nel 2003 è passata a dirigere il Sun, che è un giornalaccio inglese di puro gossip. I fatti incriminanti risalgono al 2002 quando la Brooks era al News of the World (altro giornale di basso profilo, tanto che gli inglesi lo soprannominano "Screws of the World", cioè letteralmente "Scopate dal Mondo"). Le testate sono di proprietà Sky/Murdoch ma godono di una gestione editoriale indipendente, com'è tradizione nei paesi anglosassoni. Al limite potrà essere coinvolto il The Times, che pure è sotto la gestione di News International oggi capitanata dalla Brooks, ma la cosa finirà lì.

Sostenere che uno scandalo come quello che coinvolge la Brooks, sia tale da poter tracimare oltre i tabloid inglesi ed investire redazioni totalmente indipendenti in varie parti del mondo, nonché assestare un colpo ad un colosso editoriale che vive non solo di news, ma di diritti sportivi e cinematografici che nulla hanno a che vedere con questa roba, è una tesi davvero originale. E allora diciamo le cose come sono per davvero. Come coi francesi che volevano comprare il controllo di Alitalia, siamo di nuovo ad un'alzata di scudi dei piccoli feudatari italiani contro lo straniero invasore. Mi aspetto di leggerne altri, di articoli del genere, nei prossimi giorni. Se le conseguenze non fossero tragiche, sarebbe anche divertente.

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