mercoledì 19 gennaio 2011

Una nota al post "In Italia pochi laureati: perché?"



Un lettore che si firma MBerton ha gentilmente postato un suo commento al mio precedente articolo, dove mi domandavo il motivo per il quale in Italia i laureati siano meno che in altri paesi.

Secondo MBerton, abbiamo pochi laureati a causa dello scarso livello di investimenti nell'università italiana. In effetti, sempre stando ai dati pubblicati dall'OECD nel report "Education at a glance", l'Italia spende meno di quasi tutti gli altri paesi: meno di noi, in percentuale del PIL, solo Giappone e Corea. La seguente tabella riassume quanto ciascun paese OECD spende (si tratta di spesa pubblica in % del PIL), e confronta tale dato con la percentuale di laureati (che hanno conseguito almeno la laurea triennale) in rapporto alla popolazione tra i 25 ed i 64 anni di età.


Come si può vedere, non esiste una correlazione forte tra i due dati. Giappone e Corea spendono entrambi meno di noi per l'università, eppure il 23% della popolazione ha titolo di laurea, contro il 12% italiano. L'Austria spende quasi il doppio di noi, ed ha solo il 10% di laureati. Il seguente grafico mostra i dati della tabella posti su assi cartesiani. È abbastanza evidente che la correlazione tra i due valori è minima.

Non credo pertanto che la minore misura degli investimenti italiani in università e ricerca spieghi granché. Visto che anche in Italia il titolo universitario in media consente l'accesso a salari significativamente più elevati, come mostrato nel post precedente, devono esistere altre barriere che disincentivano i giovani ad intraprendere gli studi universitari.

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