lunedì 15 novembre 2010

Berlusconi, legga meglio la Costituzione please! Sul voto di fiducia




Berlusconi esterna e dice: "Andremo avanti a governare con una fiducia che ci verrà data al Senato e che penso ci verrà data anche alla Camera. E se ci dovesse essere una fiducia che non c'è alla Camera benissimo, si andrà a votare per la Camera stessa dei deputati e vedremo che cosa decideranno gli italiani" (il grassetto è mio).

Ora io non sono affatto un costituzionalista, ma una semplice lettura della Costituzione italiana, all'Art. 94 dove recita:

"Il Governo deve avere la fiducia delle due Camere. Ciascuna Camera accorda o revoca la fiducia mediante mozione motivata e votata per appello nominale. Entro dieci giorni dalla sua formazione il Governo si presenta alle Camere per ottenerne la fiducia. Il voto contrario di una o d'entrambe le Camere su una proposta del Governo non importa obbligo di dimissioni."

mi pare non lasciar dubbi in merito. Le Camere danno fiducia al Governo, e se la fiducia non è raggiunta è quest'ultimo che può dimettersi, ed aprire spazio per un nuovo Governo o per consultazioni elettorali. Non potrebbe essere altrimenti, dato che solo i Parlamentari sono espressione del voto popolare, mentre l'elezione del Governo è mediata dal voto alle Camere. Non esiste, in altri termini, una rappresentatività elettorale che investa direttamente il Governo: è per questo che sussiste il requisito del voto di fiducia, che garantisce la rispondenza tra la volontà della maggioranza degli elettori, rappresentati dai Parlamentari, e la designazione dei Ministri della Repubblica.

La tesi per la quale le Camere, votando contro la Fiducia, si "auto-sfiducerebbero" non ha fondamento alcuno. L'idea che a seguito della sfiducia di una sola delle Camere sia questa ad andare ad elezioni anticipate, piuttosto che il governo ad andarsene a casa, mi pare molto fantasiosa.

Pensate che qualcuno ipotizzava, non molto tempo addietro, di far sedere quest'uomo al Quirinale! Sciòr Berlusconi, tra un impegno e l'altro le consiglio vivamente una lettura alla Costituzione. Eviterà ulteriori brutte figure.

4 commenti:

Anonimo ha detto...

...e se la leggessi tu meglio la costituzione?

Articolo 88:

Il Presidente della Repubblica può, sentiti i loro Presidenti, sciogliere le Camere o anche una sola di esse.
Non può esercitare tale facoltà negli ultimi sei mesi del suo mandato, salvo che essi coincidano in tutto o in parte con gli ultimi sei mesi della legislatura.

...e ripeto: o anche una sola di esse....

Diego d'Andria ha detto...

Gentile Anonimo,

il fatto che il Presidente possa sciogliere anche una sola Camera, non significa che tale competenza sia da esercitarsi nel caso in cui vi sia un voto di sfiducia.

Ciò che volevo evidenziare è che la mancata Fiducia al governo da parte di una Camera, non è motivo sufficiente perché il Presidente mandi ad elezioni questa sola. Sarebbe una decisione anomala, che non ha precedenti, e che a mio parere viola evidentemente la ratio che ha portato i Costituenti ad introdurre lo strumento della Fiducia.

attilio ha detto...

gesti ridicoli di un uomo, anzi, meglio, di un vecchio pagliaccio, patetico.

Anonimo ha detto...

Sarebbe comunque una situazione assurda che non porterebbe a niente... Dopo le elezioni le leggi approvate alla camera verrebbero respinte al senato e viceversa e non si andrebbe da nessuna parte... Non diciamo baggianate, se mancasse la fiducia alla camera dovrebbero essere sciolte entrambe e ricorrere al voto, quanto previsto ipoteticamente dalla costituzione credo che non abbia mai avuto un riscontro nella realtà, o mi sbaglio???