sabato 6 novembre 2010

Arte e mecenatismo: il caso di Kickstarter.com




In un precedente post argomentavo che discutere del finanziamento dell'arte in modo manicheo, contapponendo il mercato ai finanziamenti statali come se non esistesse altra via possibile, è un errore concettuale e fattuale. Esiste infatti un terzo canale, importantissimo e molto attivo da diversi secoli, che vede nel mecenatismo e nella spontanea contribuzione una risorsa per l'arte di ogni genere, dalla performance teatrale all'audiovisivo passando per musica, danza e quant'altro.

Un'esempio calzante è il web site kickstarter.com, che mostra come l'agevolazione dell'incontro tra la domanda di fondi per progetti creativi e l'offerta da parte di singoli cittadini che hanno piacere a contribuire, anche con piccole somme, alla realizzazione di spettacoli ed opere nuove, può effettivamente aprire un canale di finanziamento senza intermediari.

Kickstarter.com funziona così: un artista propone il suo progetto, indicando la cifra necessaria a realizzarlo ed una data entro cui la raccolta fondi si chiude. I contributori decidono la cifra da donare (normalmente si parte da un minimo di $10), ed indicano i dati della propria carta di credito. Alla scadenza della raccolta fondi, se la cifra minima è stata raggiunta, avviene l'addebito, altrimenti non si paga nulla.
Per incentivare contribuzioni maggiori, gli artisti offrono regali e gadgets. Così ad esempio ai donatori più generosi, qualora il progetto vada in porto, arriva a casa un DVD in edizione speciale, o un biglietto in prima fila per l'evento.
Si noti bene: né lo Stato, né istituzioni benefiche o associazioni decidono quanti soldi dare e a chi. Tutto avviene orizzontalmente tra chi vuole contribuire, e chi vuole creare. Niente burocrazia, o favoritismi, o fondi sprecati per questo o quello: le donazioni vanno tutte al proponente il progetto, che è il solo responsabile a rispondere ai suoi finanziatori della bontà delle sue realizzazioni artistiche.

Può sembrare un'iniziativa sempliciotta, eppure basta una rapida scorsa ai progetti presenti e passati per constatare che molti hanno raggiunto la copertura integrale del finanziamento richiesto. In genere si tratta di somme contenute, attorno a qualche migliaio di dollari. Il progetto attivo attualmente più costoso, per quanto mi è dato di sapere, è un film di animazione dal titolo The Price, tratto da un racconto breve di Neil Gaiman, che chiede $ 150.000 (ne ha già raccolti $ 25.000). Per un film (Blue Like Jazz) sono stati raccolti oltre $ 345.000.
Mediamente la maggior parte dei contributi è nella fascia "$25 o più", ma non sono rare contribuzioni da centinaia di dollari e, qualche volta, perfino di $ 1.000-5.000.

Ecco, magari anche da noi nella bella Italia, una piattaforma di questo genere sarebbe il toccasana per tanti artisti, giovani e maturi, che hanno qualcosa da dire. Io credo che molti italiani, particolarmente qualora fossero meno oberati dalle tasse, contribuirebbero con gioia e soddisfazione personale, sapendo di poter scegliere, e di poter seguire lo sviluppo del progetto sponsorizzato.

Nessun commento: