lunedì 11 ottobre 2010

Il pensiero liberale di Tremonti: esternazioni e realtà




Sabato 9 ottobre Tremonti rilascia un'intervista a Sky TG24. Io l'ho vista intorno alle 13.30, ma non riesco a trovare un link in rete (se qualcuno ce l'ha, lo posti nei commenti con i miei sentiti ringraziamenti).

Il nostro mitico Ministro è scatenato, in questi giorni ha esternato di tutto e di più. A Washington ha ripreso il suo vecchio cavallo di battaglia esprimendosi contro la globalizzazione e contro le grandi banche d'affari che speculano. Ma, ha specificato, lui non ha mai attaccato il regime di cambio valutario adottato dalla Cina, prendendosela invece con i governi occidentali che hanno aperto alla globalizzazione in modo selvaggio e troppo in fretta (QUI).
Poi si rivolge alla nostra Europa, e parlando della BCE sottlinea che bisogna "trovare la quadra" e continuare nel nuovo corso della politica monetaria, attenta non più solo a contenere l'inflazione ma anche a tenere bassa la moneta per favorire l'export (ah, ecco perché dice che la Cina non fa male a gestire il cambio del Renminbi!).

Nell'intervista a Sky che ho citato sopra, Tremonti dice un'altra cosa che andrebbe evidenziata perché merita davvero. A memoria cito: "non è lo Stato che fa l'economia, è l'economia che fa l'economia".
Ora, da bravo economista mercatista io concordo in pieno. Tuttavia, a ben guardare è stupefacente che tale frase esca dalla bocca di Tremonti, l'uomo e Ministro delle Finanze il quale non solo nello stesso giorno ha detto quanto riportato, e cioè che i governi avrebbero dovuto agire per rallentare un processo autonomo ed in atto ovunque, la globalizzazione; e che la BCE dovrebbe favorire le esportazioni accettando un tasso d'inflazione più alto. Non è tutto questo un agire della mano pubblica col fine di guidare qui o là l'economia?

Ma soprattutto un tale inno al libero mercato viene proferito dallo stesso uomo che ha lanciato la Banca per lo Sviluppo del Sud. Ovvero là dove le banche private non vogliono prestar fondi, arriva lo Stato che è evidentemente molto più bravo a valutare i rischi di credito dei "cattivi banchieri" i quali, chissà perché, non vogliono investire nel meridione d'Italia. Almeno, è così secondo Tremonti. Che mi ricorda alcuni personaggi della fiction, come Due Facce di Batman, o forse ancor di più il malefico imperatore di Guerre Stellari, che nel gioco della politica galattica impersona il pio e democratico senatore Palpatine, ma in realtà è Darth Sidious, potente Signore Oscuro dei Sith.

Ministro Temonti, abbandoni le seduzioni del lato oscuro della Forza! In Lei forse c'è ancora del liberismo, non lasci che venga fagocitato dallo scalcagnato statalismo italico! O almeno, smettiamola con la finzione e diciamo la verità: che di libertà il suo governo elargisce parole ma non fatti.

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