lunedì 31 maggio 2010

Di chi è la striscia di Gaza? Non di Israele!



nella foto: Gerusalemme nel 1937

Il recente scontro a fuoco che ha causato la morte di (secondo le stime attuali) 19 persone imbarcatesi sulla flotta "Freedom Flotilla", è un evento gravissimo che non mancherà di ripercussioni globali.

Nei prossimi giorni sentiremo parlare molto della tesi israeliana, secondo cui i membri della spedizione a fini umanitari della Flotilla recavano armi da fuoco, che avrebbero utilizzato contro l'esercito israeliano intento a bloccare le imbarcazioni dall'avvicinarsi alla striscia di Gaza.
La tesi è difficile da credere: su alcune delle navi della Freedom Flotilla erano imbarcati parlamentari tedeschi, senatori irlandesi, europarlamentari, ed altri esponenti del mondo politico europeo ed arabo. Che questi coprissero un'operazione di contrabbando d'armi dirette alla resistenza armata di Hamas, e che poi abbiano addirittura utilizzato tali armi per forzare un blocco navale dell'esercito israeliano (invece di buttarle in mare, o di lasciarle dov'erano e dichiarare, eventualmente fossero state scoperte, che le avevano piazzate lì i "cattivi" soldati sionisti), fa davvero ridere. Tutto è possibile, certo, ma la tesi qui descritta richiede che a bordo della spedizione vi fossero totali idioti, o inviati suicidi. E visto che la Flotilla era in preparazione da mesi, è davvero uno strano piano quello che sarebbe stato ideato dai sostenitori stranieri di Hamas!

Quel che mi preme sottolineare qui è però altro, e cioè riaffermare il principio che Gaza NON È territorio israeliano.
Il territorio dello stato di Israele venne delimitato e riconosciuto dalle Nazioni Unite con la Risoluzione 181 del 29 novembre 1947, risoluzione cui fece immediatamente seguito l'abbandono degi territori da parte della Gran Bretagna e la proclamazione dello stato di Israele. Iniziano così gli scontri armati con gli stati arabi, che si concludono con l'annessione di altri territori da parte di Israele e il riconosciumento di quest'ultimo da parte delle Nazioni Unite nel 1949. A questo punto, i confini di Israele sono dati e ufficialmente sanciti dall'ONU. Non solo, ma anche i trattati di armistizio con i paesi arabi limitrofi rispettano sostanzialmente i medesimi confini. La striscia di Gaza non è inclusa in nessuno di questi atti formali.

Nel 1967 Israele, con un atto di "guerra preventiva" occupò la striscia di Gaza, assieme a parte del Sinai, alla Cisgiordania e alle alture del Golan, territori non suoi ed esterni ai confini riconosciuti dall'ONU. Da quella data, guerre e guerriglie hanno piagato la regione senza soluzione di pace.
Nel 1978-79, un trattato di pace tra Egitto ed Israele ("accordi di Camp David") portarono ad una svolta: l'Egitto riconosceva la leggittimità dell'esistenza di Israele, Israele riconosceva l'esigenza di autonomia per le genti palestinesi, e cosa fondamentale, veniva riconosciuto il principio che la striscia di Gaza non è territorio dello stato di Israele, ma da destinarsi ad un futuro stato (auspicabilmente, uno stato di Palestina).

Dato che gli accordi e gli atti successivi non hanno mai modificato l'impianto dei confini sanciti nel 1947 e ribaditi nel 1979, Israele occupa oggi la striscia di Gaza sulla base di valutazioni puramente militari. Quindi, il blocco navale che ha fermato la Freedom Flotilla non nasce da un legittimo potere di controllo delle acque territoriali dello stato di Israele, il quale può temere (ed eventualmente, legittimamente prevenire) che armi giungano nel territorio sotto la propria giurisdizione. Ma al contrario, il blocco navale di Israele insiste su un territorio altrui, seppur il soggetto titolare di tale giurisdizione non è ancora identificato (dopo gli accordi di Washington sembrava essere l'OLP, ma poi molta acqua è passata sotto i ponti...).

Quindi attenzione: nel caso della Flotilla stiamo parlando di un attacco armato ad un gruppo di civili, sui cui al più (ed è tutto da verificare) insisteva un sospetto di recare armamenti in uno stato altrui (e non in Israele). Se pure è vero che di fatto la striscia di Gaza è sotto il controllo israeliano, che quindi ha il potere di controllare ciò che entra ed esce dall'area, è dubbio che tale potere di fatto possa estendersi ad azioni di polizia in acque non territoriali, con finalità preventive, e per giunta attraverso l'uso di azioni militari ed aggressioni con armi da fuoco contro personale non militare, o non armato. Quando poi le vittime di un tale atto di forza sono organizzazioni umanitarie accompagnate da membri ufficialmente eletti da alcuni dei maggiori paesi occidentali, la gravità della cosa assume dimensioni epiche.

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