giovedì 22 aprile 2010

Google rilascia statistiche sulla censura, e l'Italia non fa bella figura



La controffensiva mediatica di Google alle critiche mossegli per i numerosi atti di censura addebitati non si è fatta attendere, ed è una scelta di trasparenza.

Collegandosi all'indirizzo: www.google.com/governmentrequests/, è possibile conoscere il numero di richieste che i governi nazionali hanno inoltrato a Google e Youtube, per la rimozione di contenuti oppure per fornire informazioni su utenti dei medesimi servizi. Il periodo coperto è quello dal 1 luglio 2009 al 31 dicembre 2009, e purtroppo la Cina non è misurata in quanto tali informazioni sono segretate.

Anche con queste limitazioni possiamo tirar fuori qualche dato interessante. La seguente tabella mostra i numeri forniti da Google, che interpreto come un indice del grado di censura della libertò di informazione sul Web in ciascun paese. Ho incluso solo i paesi con un numero di richieste maggiore di 10, perché Google ha deciso di pubblicare solo quelle ed indicare le altre con la dicitura "minore di 10". La nostra bella Italia è piazzata ad un non edificante settimo posto.


Come evidenziato dai dati riportati, altri paesi europei sono in lista: Germania, Spagna e UK. La Francia (paese comparabile al nostro, ed a Germania ed UK per popolazione e ricchezza pro capite) è nel gruppo dei "minore di 10". Ma questo confronto può essere fuorviante se non si tiene in conto della popolazione. Il Brasile e l'India ad esempio sono molto popolosi, e potrebbe essere che il numero di richieste inoltrate a Google sia in qualche modo positivamente correlato col numero di persone che possono pubblicare o visionare materiale su Internet. La tabella seguente (mia elaborazione) rapporta le richieste a Google per milione di abitanti (ultima colonna a destra).


Conteggiando la demografia, Germania e Brasile vestono ancora la maglia nera. Il ranking dell'Italia perfino peggiora, salendo al 6° posto.

Questa classifica è ancora poco soddisfacente. Infatti, non tutti i paesi hanno un egual grado di "alfabetizzazione Internet". In altre parole, mi sembra più appropriato commisurare l'impatto della censura in base al numero di persone che effettivamente ne viene influenzato, piuttosto che della popolazione genericamente misurata ed includente persone che non sanno neppure accendere un PC.

Ho quindi rapportato il numero di richieste governativa a Google, al numero di persone che accedono ad Internet in ciascun paese, pubblicato dalla C.I.A. (si, è proprio QUELLA CIA, qui i dati relativi al 2008).


Per Brasile e Germania non c'è scampo
, sono i peggiori in assoluto comunque la si voglia mettere!
Notevole anche la performance argentina. Ma il caso eclatante è quello italiano. A fronte del ridotto numero di accessi ad internet rispetto agli altri paesi OECD, si evidenzia un numero di censure davvero elevato. Ancora una volta come riportato ovunque e da anni, l'Italia dimostra che l'informazione libera non le appartiene.

Nessun commento: