martedì 5 agosto 2008

"Faccia di bronzo" Greenspan



Certa gente non ha pudore, proprio per nulla!

Alan Greenspan, l'ex chairman della banca centrale americana FED, uno dei personaggi maggiormente additati quali colpevoli (o quantomeno, rei di mancato intervento) del sentiero che ha portato il sistema finanziario USA al caos che impera da più di un anno, con fallimenti a catena di istituti di credito ed effetti negativi sull'economia reale di tutto il mondo, quell'Alan Greenspan che avrebbe potuto (dovuto?) intervenire sul mercato finanziario con regole più rigide e/o un giro di vite sul costo del denaro (troppo basso per troppo tempo)... la settimana scorsa rilascia un'intervista alla CNBC, in cui candidamente commenta l'attuale crisi finanziaria criticando gli eccessi che l'avrebbero causata.

Così, come un passante casuale, ci racconta che l'attuale recessione è un "fenomeno che accade una volta in un secolo". Ci dice anche che non vi era altra soluzione se non nazionalizzare le perdite dei colossi Fannie Mae e Freddie Mac, che crede probabile una recessione più che una ripresa rapida, e che non siamo assolutamente alla fine della storia per quanto riguarda i prezzi delle case americane.
Non pago di tanta saggezza elargita, scrive ieri un articolo sul blog di Martin Wolf, in cui mescola dati affermando che la crisi non è stata causata da ineizioni di liquidità a sproposito da parte della FED, ma piuttosto da... uhm... globalizzazione? Premi di rischio troppo bassi? Sinceramente non comprendo il rapporto causale fra queste cose, né cosa c'entri il suo suggerimento di non tentare di bloccare i mercati competitivi e la loro flessibilità, con regolamenti e quant'altro.

Il miglior commento a riguardo di queste affermazioni ballerine lo fornisce Peter Schiff su Asia Times Online, che osserva: "il comportamento di Greenspan è simile a quello di uno spacciatore di droga in pensione che si lamenta del degrado urbano causato dalla crescente tossicodipendenza".
E il suo appellarsi alla "mano invisibile" smithiana è quasi ridicolo. Il suo compito in qualità di chairman della FED sarebbe stato di regolamentare quantomeno il corretto fluire delle informazioni circa la rischiosità degli impieghi subprime, in modo tale che il premio di rischio si innalzasse al livello "giusto". Nessun impedimento al libero mercato, dunque, anzi un aiuto necessario al suo corretto funzionamento (Greenspan probabilmente non ha mai letto Leijonhufvud, e crede ancora che ci sia un "banditore" che avvisa gli intermediari dei prezzi "giusti", il tutto automaticamente).

Dunque Greenspan consiglia (ancora?!) di abbassare ulteriormente i tassi di sconto (già ridotti da Bernanke a livelli reali negativi), di non ipotizzare alcun intervento pubblico, e lasciare che il libero mercato aggiusti tutto. Strano, dice no a nuovi regolamenti, ma appoggia il salvataggio di Fannie&Freddie? È un liberismo assai curioso il suo!

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