domenica 11 maggio 2008

Il prezzo del petrolio galoppa a briglie sciolte, le riserve rimangono sconosciute




"Petrolio record sopra i 126 dollari", "Petrolio da record, giù le borse", "Petrolio senza freni", e perfino "Petrolio oltre quota 126 dollari. L'esperto: «Può arrivare a 400»". Questi alcuni dei titoli utilizzati da testate giornalistiche nostrane negli ultimi giorni per raccontare le impennate bizzose del prezzo del petrolio greggio sui mercati mondiali.

Il prezzo del crude oil, che ha staccato di larga misura la soglia psicologica (che oramai sembra un lontano ricordo) dei 100$ a barile, inizia a scuotere gli animi degli analisti di tutto il globo. Comincia a serpeggiare il dubbio che non solo l'attività speculativa in commodities dovuta alla crisi dei mercati finanziari; non solo la svalutazione del dollaro, moneta in cui sono fissati i prezzi di vendita; non solo l'aumentata domanda di idrocarburi da parte dei paesi emergenti; e non solo l'attività di cartello dell'OPEC, tesa a mantenere i livelli di produzione artificialmente bassi, siano causa di questa corsa a briglie sciolte.

Il dubbio che forse le riserve di petrolio facili da sfruttare siano finite, e che si sia passati a quelle più ostiche, insomma che proprio la materia petrolifera cominci un po' a scarseggiare, viene da un articolo apparso su Reuters, che titola "Oil running out as prime energy source: world poll". Rigirando la domanda in forma di sondaggio, l'articolista sostiene che in tutti i paesi coinvolti (con la sola eccezione della Nigeria) la maggior parte degli intervistati ritiene che il petrolio stia finendo e che i rispettivi governi non si stiano attivando a sufficienza per trovare fonti d'energia alternative.

Al punto in cui siamo, ogni indizio circa la reale entità delle riserve petrolifere sfruttabili ha importanza per valutare l'orizzonte temporale a diposizione per attuare cambiamenti significativi, e per noi italiani, dipendenti energeticamente per oltre l'85% dagli idrocarburi, la faccenda assume una dimensione particolarmente rilevante. Essendo i paesi produttori coloro che possiedono le informazioni sulle riserve, il loro comportamento diventa segnale per gli agenti operanti sul mercato, ogni scelta, ogni dichiarazione contiene un potenziale messaggio implicito.
Ad esempio, recentemente gli Emirati Arabi Uniti hanno investito somme importanti per la realizzazione di una cittadella completamente autonoma energeticamente. Riporta Punto Informatico che la fantascientifica Masdar City sorgerà vicino Abu Dhabi, accoglierà 50.000 persone, sarà totalmente pannellata da lastre fotovoltaiche a film sottile e dotata di mini aerogeneratori, e permetterà un risparmio di energia fino al 75% rispetto ad agglomerati edificati con tecniche tradizionali. Questo progetto costerà 6 miliardi di dollari agli EAU, e 16 miliardi saranno raccolti da investitori privati.
Un altro indizio viene dalla russa Gazprom, che stando a quanto afferma il NY Times, prevede uno spazio di manovra nel prossimo futuro per spingere verso l'alto il prezzo del gas naturale, pur programmando allo stesso tempo nuovi investimenti per aumentare il livello di produzione (circa 75 miliardi di $ per avviare l'estrazione di due enormi giacimenti nelle zone artiche).

Questi pochi esempi e molti altri indizi che si susseguono, leggendo fra le righe dei comunicati e delle iniziative dei giganti del mercato degli idrocarburi, sembrano indicare che una qualche costrizione all'aumento della produzione di petrolio c'è davvero, e non solo per scelta oligopolista dell'OPEC.
Se questa chiave di lettura è corretta, l'annuncio di venerdì scorso di un membro dell'OPEC, secondo cui il cartello potrebbe decidere di aumentare il livello di produzione, nonostante sinora non abbia ceduto alle pressioni internazionali in tal senso, potrebbe significare che il prezzo attuale del petrolio, più alto, viene ritenuto stabile in proiezione futura, abbastanza da coprire i maggiori costi di estrazione previsti per le riserve esistenti e garantire gli usuali margini di profitto cui i paesi OPEC sono abituati.

2 commenti:

clark kent ha detto...

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clark

pangea blu ha detto...

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ps,
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