mercoledì 20 febbraio 2008

Il politico di professione




Invito a leggere il seguente passaggio. Sembra scritto oggi, e invece...
Lascio alla fine il nome dell'autore e l'anno (vediamo se qualcuno indovina ;).

"Il politico di professione che vive della politica può essere un semplice beneficiario oppure un funzionario stipendiato. E dunque o percepisce dei redditi da tasse de emolumenti per determinate prestazioni - mance e bustarelle costituiscono una variante irregolare e formalmente illegale di questo genere di proventi - oppure riceve un compenso fisso in natura o uno stipendio in denaro, o entrambe le cose. Egli può assumere il carattere di un imprenditore, come il condottiero o l'appaltatore o il venditore di cariche pubbliche del passato, oppure come il boss americano, il quale considera le sue spese come un investimento di capitale da far fruttare avvalendosi della propria influenza. Oppure può ricevere uno stipendio fisso, come un redattore o un segretario di partito o un moderno ministro o un funzionario politico. Nel passato feudi, concessioni di terre, benefici di ogni genere e, con lo sviluppo dell'economia monetaria, soprattutto emolumenti costituivano la tipica ricompensa che principi, conquistatori vittoriosi o capipartito vincitori elargivano al proprio seguito; oggi sono cariche di ogni tipo in partiti, giornali, cooperative, casse di malattia, comuni, stati che vengono distribuite dai capipartito per i leali servizi loro prestati.

Tutte le lotte tra i partiti non si svolgono per fini oggettivi, ma anche e soprattutto per il patronato delle cariche. [...] In Francia un'infornata di prefetti ad opera di un partito politico è sempre stata considerata come un sovvertimento maggiore e ha provocato più chiasso di un cambiamento del programma di governo, il quale ha un significato quasi meramente retorico. Alcuni partiti, così soprattutto in America, con il venir meno delle antiche controversie circa l'interpretazione della Costituzione, sono diventati puri partiti di cacciatori di posti, i quali modificano il loro programma oggettivo a seconda delle probabilità di catturare voti. In Spagna, fino a pochi anni or sono, i due grandi partiti si avvicendavano al potere nella forma di elezioni manipolate dall'alto, secondo un turno fissato per convenzione, al fine di sistemare il loro seguito nelle cariche.
[...] Con il numero crescente di cariche prodotto dalla burocratizzazione universale e con la domanda crescente di esse in quanto fonte di sostentamento particolarmente sicura, questa tendenza va crescendo presso tutti i partiti, i quali per i loro seguaci diventano sempre più un mezzo rispetto allo scopo di essere in tal modo sistemati."

Il testo è tratto da una conferenza di Max Weber, tenuta a Monaco nel 1919 (edita nel volume "La scienza come professione, la politica come professione", Einaudi).
Mi sembra che ci aveva visto giusto, a 90 anni di distanza la descrizione del sistema partitocratico di Weber non fa una grinza se applicato all'esperienza italiana di questa tornata elettorale. Ad un candidato parlamentare di oggi, potremmo suggerire ciò che 2.000 anni fa Quinto Cicerone consigliava al fratello Marco Tullio, in corsa per la carica di console:

"Chi aspira alle cariche pubbliche deve mirare a due obiettivi distinti: ottenere l'appoggio degli amici e ottenere il consenso popolare. [...] Ma la nozione di amico è molto più estesa in campagna elettorale che negli altri momenti della vita. [...] Coloro che grazie a te hanno ottenuto o sperano di ottenere una tribù, una centuria o qualche altro beneficio, sforzati di portarli dalla tua parte e di essere sicuro del loro appoggio. [...] Poiché tre cose soprattutto inducono gli uomini alla benevolenza e all'impegno elettorale - i benefici, la speranza, la comune inclinazione degli intenti - bisogna considerare il modo di assecondare tutti e tre. Gli uomini trovano in piccoli benefici un motivo sufficiente per appoggiare un candidato; [...] dobbiamo pregarli e anche portarli a credere che, se finora sono stati in obbligo verso di noi, noi, a nostra volta, potremo diventarlo verso di loro".
[Quinto Cicerone, Piccolo manuale per una campagna elettorale, Anabasi editore]

6 commenti:

pauldianno85 ha detto...

Ciao un bel blog complimenti ti ho aggiunto nella mia lista di amici, se vuoi aggiungimi pure tu, il mio blog è ilparente.blogspot.com

pauldianno85 ha detto...

Ti ho aggiunto visita il mio blog e se lo reputi interessante aggiungimi tra i tuoi amici

clark kent ha detto...

bella citazione bravo

luca stamati ha detto...

ciao
abbiamo lanciato un sondaggio Non sulle elezioni politiche ma su Napoli, nel nostro blog...
http://pangeablu.blogspot.com

perchè non ci date un'occhiata e ci fate sapere cosa ne pensate e magari lo votate pure?

Juegos de Mario Bros ha detto...

bella citazione bravo

Juegos de Ben 10 ha detto...

interessante aggiungimi tra i tuoi amici