lunedì 28 gennaio 2008

Una spintarella al tracollo potrebbe giungere dall'America latina



Dopo le considerazioni sulla crisi economica USA e lo scenario tratteggiato nel post del 24/1, cade a fagiolo questo articolo di BBC News che traduco integralmente qui di seguito.

Prima, però, un paio di considerazioni. Chissà se questa mossa di Chavez & soci è stata sollecitata dalla visita, avvenuta in questi giorni, di Condoleezza Rice in Colombia, quando ha cercato di convincere il presidente Uribe ad un accordo con gli USA di libero scambio commerciale, o piuttosto dalle difficoltà dell'economia statunitense, che preme sul deprezzamento del dollaro e sollecita ad abbandonare questa moneta come unico mezzo di pagamento per le vendite di petrolio, cosa peraltro già fatta recentemente dal Venezuela di Chavez e dall'Iran di Ahmadinejad.
Già nel 2005 Chavez ha spostato le riserve nazionali in Europa, convertendole in moneta diversa dal dollaro USA (giustificò l'operazione per difendersi "dalle minacce degli Stati Uniti"). Due mesi fa, ha poi tentato, senza successo per l'opposizione di alcuni paesi (capitanati dai sauditi, storici alleati degli americani e detentori di ingenti investimenti in USD), di spingere l'OPEC ad affrontare il problema del dollaro debole [Al Jazeera].

Ma ora le manovre di Ben Bernanke alla FED, il quale continua a riproporre un tasso di sconto molto basso, potrebbero deprimere ancora di più il corso del dollaro. L'Arabia Saudita continuerà a dimostrarsi un alleato fedele per gli USA? Durante il summit dell'OPEC del novembre 2007, un microfono lasciato aperto per errore catturò una frase interessante. Il ministro degli esteri saudita, Al-Faisal, disse dopo aver rifiutato la proposta congiunta di Venezuela e Iran di discutere il dollaro debole: "ci sono persone dei media qui fuori, che aspettano proprio di sentire notizie su questo punto, e ci marceranno sopra e noi potremmo trovarci col dollaro collassato".

È uno scenario possibile, quello di uno sganciamento dei paesi petrolieri dal dollaro, e sarebbe la bastonata finale alla crisi interna USA. Ma anche un fronte di comune opposizione, commerciale e anche militare, dei paesi sudamericani, pone una serie di interrogativi sugli effetti di tali scelte sulla bilancia commerciale USA, sullo sbocco dei prodotti americani esportabili e sulla reale possibilità per l'industria statunitense di approvvigionarsi di idrocarburi a prezzi compatibili con la crisi incombente.
Chi vivrà, vedrà. Intanto, ecco la traduzione dell'articolo della BBC, a firma di James Ingham:



CHAVEZ RICHIAMA AD UN'ALLEANZA ANTI-USA

Il presidente del Venezuela, Hugo Chavez, si è appellato alle nazioni latino-americane e caraibiche per formare assieme un'alleanza militare contro gli Stati Uniti.

Il leader, veementemente anti-statunitense, sostiene che il Nicaragua, la Bolivia, Cuba e Dominica dovrebbero creare una forza unita.
Chavez, da tempo critico nei confronti di quel che vede come imperialismo da parte degli Stati Uniti, ha esternato tali commenti dopo un incontro al vertice dei suoi leader.
Nonostante ripetute smentite da parte degli USA, Chavez è convinto che essi rappresentino un pericolo concreto per l'America meridionale e centrale.

Il leader socialista, critico di lunga data dell'imperialismo statunitense, ha recentemente denunciato atti tesi a destabilizzare la regione, attraverso il rafforzamento di legami con la Colombia.
Chavez può contare su alcuni alleati nella sua guerra al capitalismo, alla globalizazzione e agli USA. La Bolivia, Cuba, il Nicaragua e ora anche l'isola caraibica di Dominica, sono tutti membri di un'alleanza commerciale conosciuta come l'Alternativa Bolivariana per le Americhe, un gruppo che prende il nome dal combattente per l'indipendenza dell'America Meridionale, Simon Bolivar.


Chavez preme su questi paesi affinché si uniscano in una politica difensiva comune, attraverso la creazione di una forza militare unificata contro l'imperialismo USA.
"Se gli Stati Uniti minacciano uno di noi, minacciano tutti noi" ha detto, "e risponderemo conseguentemente come uno solo".

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