giovedì 11 ottobre 2007

Una lettera degli eruditi Musulmani al Papa



BBC News, 11 ottobre: "oltre 130 studiosi Musulmani hanno scritto al Papa Benedetto XVI".
Firmata da eminenti esponenti del mondo accademico musulmano, fra cui alcuni Gran Mufti, professori universitari e leaders politici, provenienti da ogni angolo del mondo (Croazia, Siria, Giordania, Marocco, Slovenia, Russia, Turchia, Pakistan, USA, Egitto, Oman, Iraq, Canada, India, Yemen, Bosnia Erzegovina, Brunei, Libano, Regno Unito, Palestina, Algeria, Ucraina, Iran, Malesia, Indonesia, e altri), la lettera è stata indirizzata anche ad altre figure primarie della cristianità ortodossa, anglicana e di nuova costituzione.

Il tema di questa lettera (che consiglio caldamente di leggere nel suo testo originale, che può essere scaricato QUI in inglese, italiano, francese e arabo) è la possibilità di avvicinare i rispettivi credo, superando differenze e divergenze, sulla base del riconoscimento dei principi comuni che caratterizzano l'Islam e le religioni di matrice cristiana.
Citando versi della Bibbia, dei Vangeli e del Corano, gli eruditi firmatari della missiva mostrano come per ognuna delle religioni citate, esista uno e un solo Dio, indipendentemente dal nome e dagli attributi "divini" riconosciuti.

Ma l'aspetto più importante evidenziato dalla lettera, è la vicinanza che le religioni monoteiste mostrano nei precetti, cioè negli insegnamenti morali. Che importa riconoscere un unico Dio, se poi le regole morali stabilite sono diverse? Come si potrebbe conciliare una religione che invita all'amore e il perdono, con una che inneggia alla morte e all'odio?
Questo dissidio non esiste, anzi. Nel Corano, dicono gli autori della lettera, così come nei Vangeli e nella Bibbia, è scritto "ama il tuo prossimo", e commentano affermando: "senza dare al prossimo ciò che noi amiamo, non dimostriamo vero amore né verso il prossimo, né verso Dio".

Se dunque le maggiori differenze sono formali, cosa impedisce un avvicinamento fra Islam e cristianità, religioni che assieme riguardano circa il 54% della popolazione mondiale?
È vero, il cristiano santifica Dio in una liturgia che prevede di bere del vino, mentre al musulmano viene fatto divieto di ogni alcolico. Si prega in maniera differente, ma in fondo non è solo una pura formalità il "come" pregare, e a maggior ragione il cosa mangiare, bere, vestire, rispetto al cuore spirituale dell'insegnamento religioso, che è nel caso di Islam e Cristianesimo, la compassione, la pietà, il senso di appartenenza ad una comunità in cui le persone si aiutino l'un l'altro e si rispettino?

Questo in estrema sintesi il richiamo di A Common Word, ad un anno dall'orazione di Papa Benedetto XVI che fece tanto scalpore e sollevò l'indignazione del mondo colto musulmano. La stranezza sta nel fatto che una dichiarazione così elevata, nel segno della pace e della comunione, sia passata inosservata (ho cercato su ANSA.it e ADNKRONOS, due grandi agenzie giornalistiche, ma non ho trovato alcun riferimento neppure di sfuggita), mentre il "casus belli" dell'anno scorso riempì le pagine di telegiornali e quotidiani per settimane.

Concludo con le stesse parole di buon auspicio, con le quali gli autori chiudono la loro missiva:

"Facciamo quindi in modo che le nostre differenze non provochino odio e conflitto tra noi. Gareggiamo gli uni con gli altri solamente in rettitudine e in opere buone.
Rispettiamoci, siamo giusti e gentili, e viviamo in pace sincera, nell'armonia e nella benevolenza reciproca. Dio dice nel Sacro Corano:

E su di te abbiamo fatto scendere il Libro secondo Verità, a confermare le Scritture precedenti e preservarle da ogni alterazione. Giudica tra loro secondo quello che Dio ha fatto scendere, non conformarti alle loro passioni allontanandoti dalla verità che ti è giunta. Ad ognuno di voi abbiamo assegnato una regola e una via. E se Dio avesse voluto, avrebbe fatto di voi una sola comunità, ma ha voluto provarvi con l’uso che farete di quel che vi ha donato. Gareggiate dunque nelle opere buone: voi tutti ritornerete a Dio ed Egli allora vi informerà a proposito delle cose sulle quali siete discordi.
(Al-Ma’idah, Sura della tavola imbandita 5:48)"

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