venerdì 26 ottobre 2007

La non giustizia italiana, Berlusconi e De Magistris




Silvio Berlusconi, dopo l'assoluzione ricevuta a Pesaro nel caso SME, sottilinea oggi il ruolo di killer politico che, secondo lui, la magistratura avrebbe incarnato in questi ultimi 12 anni. [ANSA]

La notizia cade a fagiolo in questo momento di scontro a viso aperto fra magistratura e governo, o quantomeno fra alcuni magistrati (De Magistris, Forleo) e alcuni esponenti del governo in carica (Mastella, Prodi, Fassino, D'Alema).

Ma cosa sta accadendo? In effetti è innegabile lo strapotere della magistratura. In Italia, un magistrato riesce facilmente a tenere in galera una persona non ancora giudicata, in una custodia cautelare che può durare anche anni se il reato contestato è abbastanza grave.
Le tutele per l'indagato ci sono, è vero: i provvedimenti cautelativi devono essere convalidati da un GIP (che è, però, un magistrato anche lui, dello stesso tribunale del magistrato che ha disposto il provvedimento cautelare), ed è sempre possibile adire al tribunale delle libertà per un secondo parere (che, però, si basa sui documenti redatti da coloro che indagano e giudicano).
Insomma, può capitare spesso, ed anzi è oggetto di continui richiami da parte della Corte di giustizia europea e della Corte europea per i diritti dell'uomo, che un processo duri troppo, l'imputato sconti mesi o anni di restrizioni alla propria libertà, sequestri e controlli vari, prima di affrontare anche solo la prima udienza. E mentre questa persona sottoposta a giudizio attende, giornali e televisione hanno campo libero per diffamarne il nome, infliggendo un danno d'immagine potenzialmente enorme al personaggio pubblico finito, a torto o ragione, nella maglie della giustizia italiana.
Per non parlare, ovviamente, del "povero cristo" che kafkianamente viene assorbito nella macchina della giustizia, più grande di lui.

In questo contesto si inserisce la propaganda della CdL che da anni tuona contro la magistratura politicizzata, vessatrice, magari collusa con poteri forti: sinistra ideologica, massonerie, gruppi filocattolici, amici di potenti e potentati, nostalgici del duce e quant'altro l'immaginazione dietrologica può partorire. Non stupisce che questa propaganda anti-giudici abbia avuto largo seguito, nonostante l'immagine positiva che l'italiano ha (aveva?) del giudice nazionale, associato a personalità eroiche come quelle di Falcone e Borsellino, più diffusa di quella dell'ipotetico magistrato massone o confratello dell'Opus Dei. Vedere poi un ex-eroe popolare come il paladino di Tangentopoli Di Pietro, al governo con questa masnada di ex-democristiani ed ex-comunisti, non aiuta certo a tenere in auge l'immagine del potere giudiziario.

Ecco che allora si genera il paradosso: Berlusconi assolto tuona contro la magistratura-killer. Ma l'assoluzione non è di per sé dimostrazione di correttezza dell'organo giudiziario? E se al contrario Berlusconi fosse stato condannato a Pesaro, non avrebbe con tutta probabilità affermato che ciò sarebbe stata prova della collusione dei giudici? Una volta che la delegittimazione ha messo radici, è utilizzabile contro assoluzioni e condanne allo stesso modo.

Mentre sotto il governo Berlusconi il centrosinistra aveva gioco a sfruttare questa situazione (ricordate il Jolly "Previti-Dell'Utri" che balzava fuori ad ogni tornata elettorale? Un bel vantaggio per il centrosinistra!), oggi si scotta le mani. Probabilmente De Magistris e la Forleo sono brave persone, giudici seri che fanno il proprio lavoro senza volontà di avvantaggiare questo partito politico o quel gruppo di industriali, ma ciò non importa, perché si trovano a fronteggiare il muro mediatico eretto dalla CdL, avallato da un effettivo eccesso di potere di alcuni magistrati, ed ora sfruttato anche dall'attuale governo di centrosinistra, per neutralizzare mediaticamente qualsiasi velleità di giustizia nei confronti delle caste che governano e si spartiscono la nostra Italia.

Come finiranno De Magistris e la Forleo? I processi ci saranno? In caso affermativo, una assoluzione per gli indagati sarà la dimostrazione dell'accanimento ingiustificabile di questi due giudici, mentre una condanna... lo stesso.
Alla fine, questi giudici onesti e liberi verranno spostati su altre indagini meno moleste, mentre quei giudici collusi, che hanno creato l'humus per l'atteggiamento anti-giudiziario che arma la mano politica contro De Magistris e Forleo, rimarranno dove sono, immacolati nel loro ruolo di clientes d'alto bordo.

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