lunedì 15 ottobre 2007

Italiani nello spazio




La prossima settimana partirà uno Shuttle verso lo spazio, per adempiere alla missione STS-120. Uno fra i tanti voli effettuati dalla NASA, previsto dopo alcuni ritardi per il 23 ottobre 2007, che presenta peculiarità degne di nota.

Si tratta di un programma spaziale ad ampio respiro, condotto in collaborazione fra l'ente spaziale europeo (ESA), l'agenzia spaziale russa Roskosmos, e la NASA. L'importanza per l'ESA è tale che la BBC ha titolato "Europe set for a major space campaign", indicando con ciò la rilevanza del passo che l'ESA si appresta ad intraprendere.
Verà portato nello spazio e montato sulla stazione ISS (International Space Station) il modulo Harmony, una realizzazione in cui l'Italia, con Alenia Spazio, ha avuto un ruolo primario. Uno degli astronauti in partenza è il nostro connazionale Paolo Nespoli, che collaborerà al montaggio di questo modulo di collegamento che costituirà una vera e propria "casa" per gli astronauti, con tanto di armadi per energia, aria e acqua, sistemi per il supporto vitale e quant'altro necessario alla sopravvivenza nello spazio.
La missione è anche la prima ad essere comandata da una donna, l'americana Peggy A. Whitson.
A bordo, oltre al personale tecnico-scientifico, ci sarà un "turista spaziale", un certo Sheikh Muszaphar Shukor, di professione chirurgo, dalla Malesia, che a quanto pare ha vinto una specie di concorso per il primo astronauta malese (pare che questo "concorso" sia nato dopo accordi commerciali fra Russia e Malesia, dopo una compravendita di aerei da guerra e olio di palma).

Il modulo Harmony è il secondo dei tre moduli previsti, che collegheranno il laboratorio permanente Columbus (europeo anche lui, verrà assemblato assieme ad Harmony in questa missione), il modulo Destiny (USA) e il modulo Kibo (giapponese). L'aggancio dei moduli europei all'ISS significa che l'Europa diventerà comproprietaria della stazione internazionale. Significa, anche, l'inizio di tutta una serie di sperimentazioni scientifiche avanzate, impossibili in precedenza, e ora rese accessibili dall'infrastruttura permanente del Columbus.

Non male per l'Italia, fra gli ultimi paesi europei per spesa in ricerca!

1 commento:

Clark Kent ha detto...

blog davvero interessante...
clark