lunedì 8 ottobre 2007

Il manicheismo come strumento dialettico




Il Manicheismo è una religione gnostica fondata da Mani (216-277 d.C.) in Medio Oriente. Questa religione-filosofia ebbe un enorme successo e diffusione, quasi soppiantando per un certo periodo il cristianesimo in tutta l'area mediterranea.

Paul Watzlawik, noto scrittore e ricercatore di psicologia, descrive così il pensiero di Mani : "era sostenitore di un radicale dualismo, di un inconciliabile contrasto luce e tenebra, spirito e materia, dio e demonio; un contrasto risolvibile solo con la vittoria assoluta del Bene. Appare tuttavia dubbio che i nostri antenati abbiano davvero atteso la venuta di Mani per dividere il mondo in principi contrastanti: Adamo ed Eva, ben prima di Mani, mangiarono all'albero della conoscenza e impararono a distinguere tra bene e male. E anche gli animali sembrano cavarsela abbastanza bene con questa filosofia: mangiare è bene, digiunare è male, essere mangiati ancora peggio - così va il mondo, e per comprenderlo non è certo necessario essere filosofi."

La visione manichea del mondo che classifica ogni elemento dell'esperienza in due macrocategorie totalmente disgiunte è oggi un potente strumento al servizio della dialettica, e rimane un pensiero latente nonostante le critiche già all'epoca mossevi da Sant'Agostino, che scriveva: "Vi chiedo dunque: chi è codesto Mani? Risponderete: Un apostolo di Cristo. Non ci credo. Non avrai il mio assenso qualunque cosa tu possa dire o fare; tu infatti mi promettevi la conoscenza della verità, e adesso mi costringi a credere ciò che non so" (un disinformatore ante litteram, insomma).

Anche Schopenhauer nel suo "l'Arte di ottenere ragione" includeva fra i consigli per averla vinta in una disputa, lo strumento manicheo: "per fare in modo che l'avversario accetti una tesi, dobbiamo presentare la tesi opposta e lasciare a lui la scelta, avendo l'accortenza di esprimere tale opposto in modo assai stridente, cosicché, se non vuole essere paradossale, egli deve risolversi alla nostra tesi che invece appare molto probabile".

Il manicheismo come strumento dialettico è oggi ampiamente utilizzato nei dibattiti di politica come nell'esposizione di notizie su telegiornali e quotidiani. Prendiamo il classico programma (pensiamo a Ballarò, Matrix, Porta a Porta, o altro talk-show similare) in cui vengano invitati politici ed altri esponenti della società per dibattere di un dato tema. Generalmente il discorso tenderà a polarizzarsi su due schieramenti opposti, il più delle volte combacianti con gli schieramenti dei bipolarismo politico destra-sinistra. Le voci che eventualmente intervengono ad offrire un terzo punto di vista, raramente sono accolte e discusse dai presenti, quasi fossero un elemento di disturbo.
Un esempio ci è stato offerto poco tempo fa in una trasmissione RAI, ospiti l'on. Bertinotti, il direttore de ilSole24Ore e Oscar Giannino. Il tema era il precariato e si scontrarono da un lato Bertinotti, il quale incarnando la visione dominante di sinistra propendeva per il ritorno ad una tutela forte del contratto di lavoro per tutti, e dall'altro lato De Bortoli che affermava la necessità della flessibilità. La "terza voce", in quell'occasione la più saggia, ovvero Oscar Giannino che tentava di portare avanti un discorso sugli ammortizzatori sociali italiani, fu quasi del tutto ignorata.

Altro esempio, le guerre in Medio Oriente. Il chiamare continuamente "terroristi" coloro che, armi alla mano, combattono contro le truppe USA stanziate in Afghanistan e Iraq, è un mezzo per accentuare una visione manichea dello scenario mediorientale. In questo modo anche la guerriglia iraquena di resistenza agli invasori, diventa "terrorismo". Anche la politica internazionale di uno stato sovrano come l'Iran, o fenomeni di neonati potentati locali nelle zone periferiche dei territori occupati, sono tutti ammantati sotto la larga definizione di "terroristi".
Questo gioco di parole è utile non solo all'amministrazione Bush per mantenere un'apparenza di lotta fra bene e male (la "guerra al terrore" della propaganda americana), ma è utile anche ad alcuni oppositori. Il governo iraniano e i comunicati di Al-Qaeda utilizzano la stessa semantica per indicare il "nemico": gli infedeli, gli occidentali, gli euro-americani, si confondono in una indistinta classificazione che avalla la visione manichea e aiuta la propaganda integralista.

Tornando alla politica interna, il vento prelettorale si fa sentire. Ritorna il manicheismo del "noi siamo meglio di loro", con le solite polemiche già viste a partire dal '93, anno di "discesa in campo" di Berlusconi.
Alle critiche alla legge Finanziaria, si risponde che è un compromesso, ma che ha il pregio di "iniziare a ridurre la spesa pubblica, cosa mai fatta prima" (questo in sintesi il pensiero di Padoa Schioppa espresso ieri in un'intervista con Lucia Annunziata). Cioè: il debito pubblico rimane altissimo, ma noi ci si deve contentare perché un inizio di riduzione come questo, il governo precedente non lo ha mai fatto.
L'opposizione dal canto suo cerca di cavalcare il momento di malcontento, critica gli aumenti delle tasse del governo Prodi, senza alcun pudore visto che nei loro 5 anni di governo hanno causato un aumento vertiginoso della spesa pubblica, dunque rimandando al governo successivo un gravame non da poco. Ed infatti questa è l'arma di difesa utilizzata dal governo: "è colpa della CdL, hanno speso troppo". Manicheismo, noi contro loro. Giustificazioni e scuse che riempiono il palcoscenico mediatico e lasciano fuori le proposte nuove.

Tutto questo nella piena aderenza alla filosofia di Mani, per cui: Tertium non datur.
Con buona pace del povero Sant'Agostino e della sua critica.

2 commenti:

Matt Hunter ha detto...

Aggiungerei che chi si azzarda a difendere una terza posizione, o peggio a criticare entrambe le "alternative antitetiche", è sempre più spesso tacciato di "qualunquismo" dai detentori della verità assoluta di turno (un esempio a caso: Grillo e la sinistra)...

dcalim ha detto...

Forse la soluzione sarà accettare la DD. Il concetto noi loro viene sostituito da: Vediamo se assieme riusciamo a trovare la soluzione in questo attuale contesto. Le leggi da votare -suffragio universale- saranno il risultato dei filtri locali,regionali.