giovedì 27 settembre 2007

Telecom Italia: all'arrembaggio dei vecchi clienti




Si discute in questi giorni delle voci di un possibile prossimo scorporo operativo della rete da parte di Telecom Italia. Fra smentite, critiche e dubbi sull'operazione anche in sede Europea, in attesa delle nuove norme UE in materia di comunicazioni, attese per il 13 novembre, il dibattito si concentra su un punto essenziale: la rete deve essere completamente separata dalle TelCo ex-monopoli di stato che su di essa veicolano i propri servizi telefonici? O è sufficiente, seguento il modello inglese di British Telecom, una separazione solo "funzionale", con la predisposizione di adeguati sistemi di controllo?

Mentre nelle alte sfere si dibatte, mi giunge ieri pomeriggio una telefonata. Premetto di essere un suddisfatto cliente Fastweb da almeno quattro anni, e di aver chiesto il trasferimento della linea telefonica e dati, precedentemente gestita da Telecom Italia, con molta gioia visti i continui disservizi in cui incorrevo. Quindi, dal momento dello switch non ho alcun rapporto commerciale con Telecom Italia, neppure per il canone fisso.

Più o meno ecco il contenuto della telefonata: "Salve, sono della direzione generale di Fastweb. La disturbo in seguito a segnalazioni di alcuni nostri clienti, che affermano di essere stati contattati da Telecom Italia nell'ultimo mese, più volte, per proposte commerciali volte a sostituire l'attuale contratto con una nuova utenza Telecom Italia".

Rispondo che in effetti, siamo stati contattati più volte nei mesi precedenti per offerte inerenti nuovi piani tariffari e connettività (mi pare si trattasse della linea Alice). Parlando con mia moglie, scopro che almeno altre 2-3 telefonate promozionali sono state effettuate nel solo mese corrente.

A questo punto, comincio a lavorare di fantasia. Da quel che mi risulta, Fastweb è l'unico gestore telefonico oltre Telecom Italia a poter vantare una rete fissa proprietaria abbastanza diffusa, almeno fra le città più popolate. Uno scorporo "strutturale" della rete di Telecom, qualora non vi fossero limiti posti dall'UE anche per le aziende private non ex-monopoli di stato, porterebbe a Fastweb un enorme vantaggio competitivo.
Questa tesi può essere sostenuta alla luce delle recentissime affermazioni di Stefano Parisi, AD di Fastweb, che dichiara prossimi investimenti per 2 miliardi di euro per la nuova rete, dopo i già investiti 3,6 miliardi in 7 anni per la realizzazione dell'attuale infrastruttura, che copre, secondo Parisi, il 45% della popolazione italiana. [Milano Finanza]

Parisi chiude affermando: "quello che chiediamo è un quadro regolatorio certo e chiaro". E a tal riguardo qualcosa si muove in Europa, ma anche qui in Italia c'è aria di cambiamento, come ad esempio per la prossima molto attesa, asta per le licenze WiMax. Il WiMax è uno standard che teoricamente consentirebbe la realizzazione di reti senza posa di cavi, anche su aree geografiche molto estese, una possibile alternativa al transito su rete fissa per il traffico voce e dati. Fastweb e Telecom Italia sono ovviamente fra i primi in lizza.
Anche il Ministro Bersani ha recentemente parlato di contributi per la costruzione di una rete veloce e il superamento del "digital divide" nostrano. Fastweb e Vodafone hanno espresso un timore (che sarà venuto in mente a molti), e cioè il rischio che questo contributo si trasformi in un regalo all'ex-monopolio, il quale in assenza di uno scorporo della rete rafforzerà la sua posizione di quasi-monopolista con probabile alterazione della libera concorrenza.

La travagliata storia di Telecom Italia, insomma, non ha mai fine. Certo è che, dopo i pessimi trascorsi di intercettazioni illecite e comportamenti lesivi del libero mercato (come questo e quest'altro), se i piani per il futuro consistono nel soffiare clientela ai concorrenti più competitivi, attraverso campagne pubblicitarie del tipo "telefona all'ex cliente e convincilo che il suo attuale provider è pessimo", meglio propendere subito e senza indugi per uno scorporo della rete che sia totale, strutturale e definitivo.

1 commento:

Antonio Candeliere ha detto...

Che ne dici di uno scambio di links?