sabato 8 settembre 2007

Le ultime parole famose: Romano Prodi




"L'Italia s'è rimessa in moto. È uscita dall'emergenza finanziaria in cui si trovava... il paese è ripartito grazie alla capacità delle imprese... Confindustria ci ha più volte chiesto, rivendicando la centralità dell'impresa nel processo di crescita economica del Paese, di tifare per il sistema industriale. Mi sembra che le cifre parlino chiaro".

Romano Prodi, Presidente del Consiglio
8 settembre 2007 [fonte: ilSole24Ore]



Gentile Presidente,

non so a quali dati Lei faccia riferimento. Parliamo sempre dell'Italia, giusto? Perché a me risulta tutt'altro, le cito ad esempio questo articolo de ilSole24Ore di due giorni fa, a firma di Michele De Gaspari, in cui si afferma quanto segue:

"Nei primi sei mesi del 2007 l'economia italiana è cresciuta a un ritmo ben più modesto del previsto: +0,1% congiunturale e +1,8% tendenziale annuo nel secondo trimestre (+0,3% e +2,3% rispettivamente nel primo). Per centrare l'obiettivo programmatico del 2% fissato nel Dpef 2008-2011 dello scorso giugno - come ha precisato l'Istat nella successiva audizione parlamentare - sarebbe necessario un aumento medio dello 0,4% congiunturale in ciascun trimestre dell'anno, un risultato ormai difficilmente raggiungibile, pur nella relativa volatilità dei dati statistici. Al rallentamento in atto ha senza dubbio contribuito lo scarso dinamismo della produzione industriale, la cui migliore performance sembra essere alla spalle, anche se i segnali di novità nel campo dell'industria manifatturiera (ristrutturazioni) dovrebbero portare a qualche ulteriore positivo risultato sul piano della congiuntura, grazie ai recuperi di produttività."

Il suo Ministro per l'Economia, Tommaso Padoa Schioppa, ha ammesso che "l'obiettivo per una crescita del 2% nel 2007 è più ambizioso di quanto ritenessimo 2 mesi fa" [Reuters Italia] e che le stime dovranno probabilmente essere ritoccate al ribasso quando si disporrà dei dati aggiornati.
Se qualcosa il suo governo ha fatto nel migliorare la situazione dei conti dello stato (peraltro il debito pubblico continua ad aumentare molto nonostante la vostra politica restrittiva, le cito a riguardo un noto economista: Beppe Grillo ;), non è certo grazie "alla capacità delle imprese" come lei sostiene. La crescita del PIL nazionale continua a languire ed aumenta di quache decimo di punto percentuale, rimanendo comunque agli ultimi posti delle graduatorie Eurostat.

L'aumento delle entrate, non ce lo nascondiamo, è stato attuato attraverso un incremento del prelievo fiscale. Sono i maggiori controlli e la maggiore imposizione di tasse a migliorare i conti pubblici, non le imprese o un atteggiamento del governo favorevole al tessuto produttivo del paese.
L'articolo di De Gaspari conclude così: "Una buona parte della crescita del Pil italiano nel 2007 dipende, in ogni caso, dall'andamento della spesa delle famiglie, che i più recenti dati sui consumi vedono in affanno... Il quadro dei consumi privati resta, dunque, incerto; la dinamica del reddito reale disponibile è condizionata sia dai timori di una possibile risalita dell'inflazione, sia della modesta crescita salariale. In più, le prospettive per l'occupazione appaiono quest'anno meno brillanti che nel 2006 e accentuano lo stato di debolezza della domanda per consumi, a cui non giova la persistente incertezza nelle scelte della politica economica".

Caro Presidente, si rilegga le statistiche Istat prima di fare affermazioni così ottimistiche.

Nessun commento: