domenica 2 settembre 2007

La diplomazia del muro




L'imperatore cinese Qin Shi Huangdi ordinò nel III secolo a.C. l'edificazione di un muro lungo oltre 6.300 kilometri, al fine di arginare le ricorrenti invasioni dei Mongoli lungo il confine. Fu un'opera grandiosa, pari ad un'altra sua trovata da megalomane ispirato (il famoso Esercito di Terracotta), ed oggi viene annoverata fra le meraviglie del mondo e nel patrimonio dell'UNESCO.

Nel II secolo dopo Cristo, anche l'imperatore Adriano fece costruire un imponente muro, cui si accompagnavano altre opere di difesa quali fossati, terrapieni e palizzate di pali appuntiti, che separavano il territorio dell'Impero Romano da quello abitato dai "barbari" scozzesi.
Il muro era una costruzione notevole, percorreva tutto il confine per 4-5 metri di altezza e con numerosi forti militari ad intervalli regolari. Una guarnigione di 9.000 soldati era stanziata lungo il Vallum e, pare, tanto rimasero in quei luoghi da mescolarsi e sposarsi con le genti del luogo (un curioso paradosso, che i militi stanziati a garantire la separazione fra Roma e tribù celtiche, fossero stati i primi a sancirne l'unione di sangue).
Il muro di Adriano non ha retto il passare del tempo, già nel 400 d.C. era caduto in disuso. Nei secoli le sue pietre sono state utilizzate per altre costruzioni e quindi, di esso rimane poco da vedere lungo l'antico tracciato. Mi piace pensare, un po' romanticamente, che alcune di quelle pietre abbiano contribuito ad erigere le case delle neo-famiglie romane e celtiche, ma chissà.

L'uso del muro come strumento per affrontare i problemi della diplomazia internazionale è un'idea piaciuta anche ai nostri contemporanei, i quali con più modestia dei maestosi antenati cinesi e romani, ne hanno realizzato uno a Berlino (durato pochi decenni), e ora uno parecchio più lungo in Israele.
Quest'ultimo ha riscosso un tale successo fra il popolo di Abramo, da far ben pensare di costruirne subito un altro sul confine egiziano [ANSA], nonostante già il primo avesse sollevato un vespaio di critiche e richieste di abbattimento. [Peace Reporter]

Gli amici americani non potevano farsi sfuggire una così ghiotta occasione d'emulazione, e così anche loro avranno il loro muro, questa volta al confine con il Messico per arginare l'immigrazione clandestina (i cosiddetti "mojados", cioè "bagnati" perché per arrivare negli USA passavano il fiume Rio Grande). [Peace Reporter]
Certo un'opera modesta se paragonata a quelle di Qin Shi Huangdi e Adriano (è alto solo 3 metri), ma a ciò sopperisce la moderna tecnologia che fornirà telecamere e sensori lungo tutta la lunghezza del manufatto.

Insomma l'insegnamento della storia a questo punto dovrebbe essere chiaro: se hai problemi con un vicino di casa, prendi mattoni, cemento e cazzuola... e buon lavoro!

Nessun commento: