martedì 18 settembre 2007

iPhone: perché è già un successo




Ho resistito fino ad ora a non parlare di iPhone, l'ultimo appetibile giocattolo di Steve Jobs e Apple, non perché me ne sia disinteressato o per volontà di distinguermi dalle masse (seguo la nascita di questo prodotto da quasi un anno), ma per un sovraffollamento dei media internettiani che ne chiacchierano in tutte le salse e da qualunque punto di vista.

Dunque, iPhone. Una delle parole più taggate in Technorati, dei temi più discussi nella blogosfera ed ora, dopo il lancio ufficiale negli USA e un rincorrersi di voci su quello europeo, anche sui quotidiani che si interrogano su quali TelCo chiuderanno l'affare con Apple.

C'è già chi lo ama e chi minimizza. I detrattori dicono che è solo fumo, in fondo telefonini multifunzione che siano anche lettori mp3, videocamere e con accesso al Web ce ne sono da tempo e delle migliori marche.
Ma anche al lancio di iPod si diceva lo stesso, cioè che a parte il design carino e l'interfaccia intuitiva, non portava nulla di nuovo nel panorama dei lettori digitali portatili, eppure si guardi oggi il successo planetario che ha avuto. Qual è allora l'elemento che decreterà il successo, se (come pare dalle prime vendite USA) vi sarà, di iPhone?
Decisamente io propendo per indicare nell'interfaccia la vera svolta di Apple.

Quando circolavano i primi personal computers, esisteva una barriera psicologica che tratteneva le persone dall'utilizzare terminali con comandi scritti (come il vecchio DOS): tutto avveniva tramite tastiera, senza alcuna intuitività, un po' come l'odierno Linux qualora venga installato senza shell grafica. Poi arrivarono le prime interfacce grafiche, e con esse il mouse. Grazie ai sistemi operativi Macintosh e Windows oggi un file si copia "trascinandolo", una pagina si visualizza facendo "clic" e così via, più o meno allo stesso modo in tutte le versioni di Windows e MacOs.
I telefonini invece scontano ancora una non standardizzazione delle interfacce: ciascuna casa di produzione ha una propria disposizione dei menu e dei tasti, una differente gestione degli shortcuts, dei segnali e delle funzioni. Esistono diversi sistemi operativi: Symbian, Windows CE, sistemi proprietari di Nokia, Motorola, Samsung, Sony-Ericsson, ognuno sviluppato indipendentemente dagli altri.

Io vedo un enorme successo per iPhone, non solo perché è cool e pieno di funzioni, ma soprattutto perché l'approccio scelto da Apple, che combina il touchscreen con un'enorme intuitività dei comandi, può diventare uno standard così comodo ed acquisito dagli utenti, che tutti gli altri produttori saranno costretti a corrergli dietro, proprio come avvenne quando i sistemi operativi grafici ruppero la barriera e costrinsero tutti gli assemblatori di PC a installare Windows.

Allo stesso tempo, conoscendo un po' Apple e il sig. Jobs, vedo un potenziale pericolo per questo business. Negli anni '90 la Apple, per la prima volta nella sua lunga storia, si aprì al mondo esterno e rilasciò il proprio sistema operativo ad alcuni produttori esterni. Cominciarono ad esistere così dei pc "compatibili MacOS", proprio come avveniva già per il mondo PC compatibile.
Il MacOS era un sistema superiore, Windows '95 doveva ancora vedere la luce e, quando fu rilasciato sul mercato, era così pieno di bug e scarsamente performante da non costituire una seria minaccia, almeno dal punto di vista tecnico. In quella parentesi temporale in cui il mercato informatico esplodeva letteralmente sotto la spinta del fenomeno Internet, Apple avrebbe potuto espandersi a dismisura guadagnando fette di mercato quale produttore di software a scapito di Microsoft. Il "ritornato" Steve Jobs, succeduto al precedente CEO dopo alcuni risultati di bilancio non proprio rosei, attuò invece una politica che potremmo definire "alla vecchia maniera", disincentivando le licenze di MacOs a terzi e concentrando gli sforzi sul design (iMac) e su iPod.

Non che la scelta di Jobs sia oggi criticabile visti gli ottimi risultati, ma lo stesso errore che ridusse MacOs ad un sistema operativo di nicchia, quando avrebbe potuto avvantaggiarsi di una diffusione ben più vasta, potrebbe ripetersi con iPhone se Apple non sarà attenta a due aspetti critici:
1) evitare di legarsi nel lungo periodo a singole TelCo, e favorire invece la penetrazione di iPhone nel mercato concorrenziale delle tariffe telefoniche. iPhone per essere universalmente accolto come iPod deve essere utilizzabile con qualsiasi provider di telefonia mobile.
2) collaborare con i grandi produttori di telefoni mobili, come Nokia che già è partita al contrattacco. Una strategia di licencing del SO di iPhone, fra un anno o due, potrebbe determinare una leadership di Apple in un nuovo segmento di mercato, quello dei sistemi operativi palm e mobile.

Le differenti strategie di Apple determineranno se iPhone sarà solo "un bel cellulare", oppure un nuovo standard con il quale gli altri produttori di telefonini faranno i conti nel prossimo futuro.

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