sabato 29 settembre 2007

Finanziaria 2008: il solito minestrone



Finalmente si apre il sipario sulla prossima legge Finanziaria, sulla quale partono immediatamente grandi proclami: "Cento buone notizie per gli italiani", "questa è la Finanziaria del mantenimento delle promesse", e ancora Prodi: "una Finanziaria di squadra, di cui dobbiamo essere fieri". [ilSole24Ore]

Vediamo i punti salienti (riclassificati a modo mio):

-ICI: si potrà detrarre un importo pari allo 0,133% della base imponibile, fino a un massimo di 200 euro, per l'abitazione principale. Se consideriamo gli aumenti dovuti alle rivalutazioni catastali dell'ultimo anno, forse il gettito ICI complessivo nel 2008 aumenterà nonostante questa agevolazione. Insomma, da che si parlava di esenzioni per la prima casa, si è passati a poter ridurre fino a 200 euro, non un granché.

- Rendite finanziarie: aumento dal 12,5% al 18,5% del prelievo sulle rendite finanziarie (presumo ci si riferisca alla ritenuta a titolo di imposta sostitutiva su dividendi percepiti da persone fisiche, residenti in Italia e proprietarie di partecipazioni non qualificate). Già in un precedente articolo ho espresso i miei dubbi a riguardo. Secondo il portavoce di Visco si tratterebbe solo di una modifica atta a riequilibrare la tassazione in capo al socio azionista in conseguenza delle variazioni introdotte sull'IRES (vedi sotto).
Mi chiedo allora se anche la ritenuta applicata ai soci non residenti verrà elevata, visto che attualmente già maltrattiamo gli investitori esteri applicando loro un'imposta sostitutiva più alta (27% invece di 12,5%).

- Riduzione IRES e IRAP: si annuncia una forte riduzione dell'IRES (dal 33% al 28%) e dell'IRAP (dal 4,25% al 3,9%). Si tratta evidentemente di un'ENORME sconto fiscale alle imprese, con molta gioia per Montezemolo che la richiede a gran voce da quando si è insediato alla presidenza di Confindustria.

- Welfare: cosa propone il governo Prodi per lo stato sociale? Un investimento in case popolari (finalmente una buona notizia) per 550 milioni di euro. Due miliardi di euro per sostenere gli "incapienti", particolarmente giovani e precari (ma sull'esatto programma di spesa non ci sono dettagli, vedremo... una formula del tipo "reddito di inserimento" sulla falsariga della Svezia sarebbe eccellente per sostenere la domanda nazionale, mentre una distribuzione di fondi a pioggia o nella forma di crediti d'imposta, un probabile fallimento). C'è anche uno sconto fiscale per chi ha l'abitazione in fitto (300 o 150 a seconda del reddito, poca roba) e un "Protocollo Welfare" da 1.500 mln/euro, di cui non si sa ancora niente.

- Ricerca, istruzione, infrastrutture: come in ogni Finanziaria sono previsti molti milioni per opere pubbliche. 500 vanno ai trasporti metropolitani, 800 alle ferrovie per opere sulle vecchie tratte e 235 per la manutenzione (anche questa una buona notizia, da pendolare Roma-Napoli ho assistito negli ultimi due anni ad un progressivo peggioramento del servizio FS).
Previsto un aumento del credito di imposta per spese in ricerca dal 15% al 40%. Buono, ma davvero poco visto lo stato della ricerca in Italia.

- Ambiente ed energia: si parla di Taxi ecologici, e di un rinnovo del bonus fiscale per lavori di riqualificazione energetica degli edifici. Ma scherziamo? Dipendiamo per oltre l'80% del fabbisogno energetico dagli idrocarburi, e questo è tutto? Il Regno Unito sta investendo in tecnologie per sfruttare le onde del mare come fonte, e costano molto meno di tante altre spese assurde di questa Finanziaria (come i 500 milioni per "impegni di pace", cioè i militari inviati in Medio Oriente?). Prendiamo esempio dagli amici inglesi e diamoci una mossa.

- Tagli alle spese dello stato: previsti limiti agli stipendi e alle assunzioni pubbliche, e l'uso obbligatorio del VoIP per le telefonate.


È opportuno ora un giudizio complessivo sulla manovra, anche se necessariamente provvisorio viste le poche informazioni rilasciate.

Dal momento in cui si è insediato, il governo Prodi ha alzato il prelievo fiscale soprattutto sulle famiglie (qui un elenco abbastanza completo). Per contro, e indipendentemente dall'attuale governo, gli italiani soffrono un aumento del divario fra ricchi e poveri, un aumento costante del costo della vita particolarmente dovuto alla bolletta energetica, al costo della casa (fitto o ICI), e recentemente anche a rincari significativi sui beni di base (pasta, pane, latte, libri scolastici, benzina).
Oltre a ciò, sussiste sia il problema dello squilibrio INPS, solo rimandato dalla recente manovrina, sia quello, gravissimo, della precarietà del lavoro per i giovani, delle difficoltà di inserimento, e di un trend che vede aumentare il numero di persone le quali, sfiduciate, smettono di cercare un lavoro.

In questo contesto il governo Prodi correttamente prevede un investimento in case popolari per alleggerire l'incidenza del costo dell'abitazione, e prevede genericamente una spesa per welfare e incapienti, su cui mi riservo il giudizio non appena si avranno disponibili maggiori notizie.
Va poi a ridurre, e di molto, il prelievo sulle attività produttive, con un taglio di ben 5 punti percentuali sull'IRES e un taglio dello 0,35% sull'IRAP. Ma quest'ultima arriva dopo un incremento dell'IRAP, dovuto all'addizionale regionale in caso di disavanzo non coperto.

La mia previsione è che il taglio sull'IRES non indurrà nuova occupazione, né un aumento dei redditi delle famiglie. I problemi fondamentali dei cittadini (a parte quanto detto favorevolmente per l'edilizia popolare e il protocollo di welfare) rimangono tali.
Speravo che la sinistra radicale, in questo apparente braccio di ferro con i partners centristi, proponesse una riforma vera del welfare: l'introduzione di ammortizzatori per la disoccupazione come auspicava il prof. Biagi; del reddito di cittadinanza come proponeva, a suo tempo (2002-2003), l'on. Bertinotti; di un piano per l'energia e la ricerca che desse nuovo impulso alle Università e all'Enea, reinvestisse i superprofitti di Enel ed Eni in un'ottica di lungo periodo.
Invece, avremo il solito minestrone: soldi ai costruttori (con la spesa delle ferrovie e in edilizia), micro-interventi fiscali per sollecitare questa o quella spesa, micro-interventi a fini politici per poter dire che "sì, in Finanziaria c'è l'ambiente e c'è il taglio dei costi della politica".

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