domenica 23 settembre 2007

Euro su, Italia giù?




Un Euro più forte
significa minore competitività delle nostre esportazioni, questo è evidente e viene sottolineato correttamente dal presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo. [AGI News]

Significherebbe, anche, maggiore capacità di spesa per la nazione italiana in beni il cui prezzo viene fissato in termini di valuta estera, come avviene per il petrolio e il gas naturale. Invece, i prezzi dei prodotti derivati da idrocarburi non calano mai in Italia, neppure con l'Euro a quota 1,40 rispetto al dollaro.
Pur non avvantaggiandosi mai delle riduzioni dovute al cambio favorevole, le famiglie italiane subiscono, sempre, i rincari dovuti all'andamento dei mercati internazionali. Si prevede ad esempio un rincaro per il mese di ottobre del 1,6% per le tariffe elettriche, e del 2,3% del gas. [ANSA]

Ma allora quelle riduzioni del prezzo relativo dovute al cambio euro-dollaro, dove vanno a finire?
I risultati del settore energetico, ENEL ed ENI in testa con generose distribuzioni di utili [ilTempo], perfino nei peggiori momenti della recente bufera subprime [ilGiornale], portano a sospettare che forse, la vigilanza sull'andamento dei prezzi al consumo dei servizi energetici non sia poi tanto solerte.

Che la soluzione al rincaro dei prezzi della bolletta elettrica e del gas, sia in un investimento di massa da parte delle famiglie in azioni Enel ed ENI? Ma l'Autorità per l'Energia e il Gas non dovrebbe, secondo legge, "garantire la promozione della concorrenza e dell’efficienza" nei settori di sua competenza?

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