lunedì 10 settembre 2007

Carlos Menem di nuovo all'attacco




Ve lo ricordate Carlos Menem? Presidente della Repubblica di Argentina dal 1989 al 1999, è stato il fautore della politica di ancoraggio della moneta nazionale argentina (il peso) al valore del dollaro USA, conducendo il paese ad un'iperinflazione e un indebitamento pubblico senza precedenti.
Tutto questo avvenne con l'avallo e i "saggi" consigli del Fondo Monetario Internazionale. La storia finì molto male, e fra il 2000 e il 2001 l'Argentina ha affrontato la peggior crisi degli ultimi decenni, raggiungendo verso la fine del 2002 un tasso di povertà di oltre il 50% della popolazione e una contrazione del PIL di più del 10%.

In quel periodo, precisamente nel dicembre 1997 quando già il peso era trascinato dall'apprezzamento del dollaro sui mercati valutari, l'Università di Bologna pensò bene di attribuire al presidente Menem il prestigioso riconoscimento del "sigillo d'oro", in una cerimonia alla quale parteciparono numerosi docenti dell'ateneo bolognese ed esponenti dell'impresa e del mondo politico.
La cosa più buffa (per così dire) è leggere nelle motivazioni che "dal '95 l'economia in quel paese è risanata e il cammino della crescita è ripreso, ed è tornata la fiducia degli investitori nazionali e internazionali".
Per non rischiare d'essere presa in equivoco, nel 1999 l'Università di Bologna pare abbia assegnato anche la laurea ad honorem all'allora Ministro dell'Economia Domingo Cavallo (in carica fra il '91 e il '96), il quale dato che aveva così abilmente placato l'inflazione argentina (!), fu poi inviato dal FMI in Russia come consulente per il programma di stabilizzazione monetaria (!!!). [AlmaNews]

Tornando a Carlos Menem, oltre alla sua performance di economista, è stato accusato di aver fornito 6.500 tonnellate di fucili, mitragliatrici, cannoni, missili anticarro e munizioni varie all'Ecuador e alla Croazia, nel periodo in cui si trovavano in pieno conflitto (parliamo degli anni fra il 1991 e il 1995), il primo in guerra con il Perù, e la seconda durante lo sfaldamento dello stato jugoslavo.
A ciò si aggiunge che, secondo il giudice competente, dei 37 milioni di dollari guadagnati attraverso questi traffici illegali, buona parte sarebbero stati spesi per varie forme di corruzione nel paese. [BBC]

Menem non si è perso d'animo, nonostante gli sia stato confiscato il passaporto e congelati fondi per 120 milioni di dollari, e a 77 anni si è candidato per il ruolo di governatore della sua provincia d'origine, La Rioja. Purtroppo per lui, ha subito una pesante sconfitta questo agosto 2007, prendendo il 22% dei voti contro il 42% del candidato vincente. [Mercopress]
Pare si voglia ricandidare alla presidenza del paese nonostante tutto, e in questa chiave si possono leggere i suoi attacchi all'attuale leader argentino Nestor Kirchner e a presunte ingerenze del governo venezuelano di Hugo Chavez negli affari interni del paese.

Che dire, uno così, con alle spalle il crack finanziario di una nazione, indagato per traffico d'armi e corruzione, dobbiamo assolutamente ospitarlo in Italia. Già lo abbiamo premiato con il gagliardetto dell'università di Bologna ma non basta, un personaggio di tale livello fa impallidire i leaders nostrani.

1 commento:

Salvo T. ha detto...

Tutto vero quello che dici su Menem. Un poltico pessimo che ha avuto un "ottima" accoglienza a livello mondiale.
Ma prima di sorgere a difesa dell'attuale Primo Ministro K., aspettiamo che passi qualche anno... valutiamo i danni, ponderiamo i giudizi...