lunedì 27 agosto 2007

Metti il pane nel motore...?



Come previsto (ad esempio in questo articolo del mese scorso), l'aumentata domanda di prodotti agricoli da parte dell'industria dei biocarburanti ha contribuito fortemente ad un'impennata dei prezzi.

In Europa, il prezzo del grano è quasi raddoppiato da €130 a €237 per tonnellata quest'anno, riflettendosi in aumenti per le famiglie [Financial Times]. Anche nel Regno Unito il prezzo è raddoppiato raggiungendo le £200 per tonnellata. [Mercopress]
Pasta e pane in Italia costano di più, con un incremento del prezzo finale balzato in alto nel solo agosto del 15% e fino al 20% per alcune categorie di prodotti. Secondo Coldiretti gli aumenti potrebbero raggiungere il 30%, ma rilevano che la materia prima (il grano) influisce solo per il 10% sulla produzione di pane e pasta, dunque il pericolo è che vi sia in atto una speculazione a valle della filiera. [l'Espresso]
Anche in Francia, prodotti quali baguette e croissant affrontano un aumento dei prezzi misurato nell'ordine del 5-7%. Tali alimenti sono consumati mediamente tre volte al giorno e perciò influiscono significativamente sul paniere del consumatore francese.

Anche altri prodotti agricoli stanno subendo un'inflazione sensibile: malto e orzo spingono in alto il prezzo della birra in Germania, l'aumentato costo del petrolio si riflette su un maggior prezzo delle verdure in Gran Bretagna (+9,6% nell'ultimo anno) lavorate e raccolte con un'uso intensivo di trattori e altre macchine agricole.

Le cause di qusta generale inflazione degli alimenti agricoli sono molteplici: un clima più caldo che porta siccità e riduce i raccolti, e l'enorme domanda alimentare proveniente dalla Cina (il Wall Street Journal riporta che per l'Europa, secondo gli economisti, è l'alba di una nuova era. "Improvvisamente, salta fuori un fattore che non era mai stato osservato nel mercato domestico" dice Stefan Tangermann, direttore del settore alimentazione, agricoltura e pesca dell'OCSE, "ovvero: che cosa mangiano i cinesi?").

In questo contesto entra anche la domanda di biomasse, semi oleosi per il biodiesel, cereali per l'etanolo. La strategia su cui puntano il governo Bush e il Brasile di Lula de Silva non è un piano che può funzionare nel lungo termine, perché trasferisce la scarsità di una risorsa (il petrolio) su altri prodotti (cereali e altri beni agricoli) i quali, oltre a poter fornire energia, hanno il ben più importante compito di sfamare la popolazione umana.

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