lunedì 20 agosto 2007

lettera aperta al Ministro Padoa Schioppa



Invio oggi la seguente lettera al quotidiano La Repubblica, in risposta al Ministro dell'Economia Tommaso Padoa Schioppa (qui la lettera del Ministro):


"Gentile direttore,

ho letto con interesse la lettera del Ministro Padoa Schioppa pubblicata oggi su Repubblica, e sono rimasto piacevolmente colpito dall'apertura al dialogo che, già in altre occasioni (ad esempio con la lettera a ilSole24ore del 9/8), il nostro Ministro ha manifestato.
È un modo di fare politica che stimola al contributo positivo, e spero che altri seguano il suo esempio.

Proprio per aderire a questo stimolo alla partecipazione diretta, scrivo questa mia per porre alcuni interrogativi prendendo spunto dalla frase di Scalfari: "da questo momento in poi... la politica economica... deve evitare che flettano i consumi e quindi la domanda globale", e dall'adesione di Padoa Schioppa: "al pari di Scalfari, sono convinto che l'Italia abbia un bisogno quasi disperato di investire di più: occorrono treni, posti di ricercatori nelle università, laboratori, strade (soprattutto al Nord), acqua (soprattutto al Sud), discariche, metropolitane, opere di bonifica e consolidamento ambientale. La malavita si estende anche a causa di questo".

Sia lodato iddio se finalmente il nostro paese dovesse veder crescere la capitalizzazione in infrastrutture e, soprattutto, il capitale di conoscenze e ricerca scientifica! Il tasso di crescita del PIL italiano mostra quanto la competitività nazionale sia inferiore sia agli altri paesi europei, sia alla stessa Italia di appena 20 anni prima. Si può attribuire tale performance a molti fattori, ma è chiaro che la strategia sino ad ora adottata, che spende la ricchezza accumulata nel periodo d'oro della nostra economia senza un programmato reinvestimento, è esattamente il medesimo meccanismo che (proseguendo con l'analogia proposta dal Ministro Padoa Schioppa) conduce ad un'azienda iperindebitata e sottocapitalizzata.

A questo punto, però, mi sorge un dubbio. Non solo la crescita complessiva del sistema-Italia è sofferente per quanto appena detto, ma ancor più la distribuzione della ricchezza, che vede aumentata la forbice sia geograficamente (a riguardo cito i dati della ricerca di Unioncamere di questo giugno), sia fra fasce di reddito (l'ISTAT in una pubblicazione del 2006, affermava che i poveri in Italia sono in aumento e superano i 7,5 milioni, pari al 13,1% della popolazione residente. Inoltre, una famiglia su 10 fra quelle non povere è a rischio di diventarlo).
Parallelamente l'Italia è, assieme alla Grecia, l'unico paese dell'area Euro a non avere alcuno strumento generale di sostegno sociale. Anzi, la spesa pro-capite dell'Italia per fronteggiare la disoccupazione ha un valore (fonte Eurostat) di 119, ben poca cosa se paragonata alle altre nazioni europee: Francia 567, Spagna 555, Germania 597, Svezia 524, Olanda 470, Belgio 937, Danimarca 778, Irlanda 414, Portogallo 216, Grecia 277.

Se dunque il Ministro Padoa Schioppa aderisce all'affermazione di Scalfari, secondo cui la politica deve evitare che flettano i consumi (sempre nel rispetto dei vincoli di bilancio pubblico), chiedo a lui in primis nelle vesti di prestigioso economista, e poi quale Ministro dell'Economia, quali programmi sono in atto o quantomeno in discussione, per sostenere i redditi degli italiani. È in programma una riforma della CIG e l'introduzione di strumenti analoghi a quelli dei nostri partners europei? Un'applicazione su scala nazionale, dopo le micro-sperimentazioni a carattere locale, dell'istituto del reddito di cittadinanza è finalmente prevista? E per quanto riguarda le case, visto che oggi le spese per affitto e utenze domestiche superano un terzo delle spese complessive di una famiglia italiana media?

O, piuttosto, le risorse pubbliche saranno indirizzate nella quasi totalità ad una serie di appalti per l'ammodernamento delle infrastrutture? Ma se è così, attenzione Ministro! Perché la criminalità organizzata è il "datore di lavoro di ultima istanza", e attinge dal bacino degli inoccupati la sua forza lavoro, per poi lucrare anche sugli investimenti onesti quali, appunto, gli appalti per opere pubbliche.
Se non viene fornita una scappatoia al cittadino povero o a rischio di povertà mediante strumenti di sostegno al reddito, il crimine organizzato diventa un interlocutore necessario. Per chi, come me, nasce e vive in una città come Napoli, questa considerazione è tanto evidente da sembrare quasi inutile.

In conclusione, sarei felice di ricevere rassicurazioni dal Ministro, nella speranza che la strategia di sostegno della domanda aggregata interna sia ai primi posti nei pensieri del nostro Governo.


Cordialmente

dott. Diego d'Andria"

1 commento:

ninograg1 ha detto...

ti ringrazio di essere passato sul mio blog non me lo aspettavo e non mi può far che piacere. D'altronde come forse scoprirai mi occupo anche di economia politica ecc. e mi farebbe piacere sapere cosa ne pensi. in merito a questo post che TPS sia preoccupato per la domanda interna lo posso capire ma in un "non" mercato come quello italiano sarebbe strano il contrario, non ti pare? Il liberismo, non sono il solo a dirlo (anche persone come J. Rifkin lo fanno e non da ora), mostra segni di "stanchezza" evidenti e il sistema ormai non regge più. Prima ce ne accorgiamo meglio è anche perchè ormai in varie parti del pianeta le strade prese sono ben diverse (e non tutte accettabili per noi occidentali)e non prevedono parallelismi di questo genere. Prima la smettiamo di autoingannarci nel ritenerci il "migliore dei mondi possibili" prima si potrà riscrivere il destino dei popoli. Non so dire cosa lo potrà sostituire ma, non volendo cadere nella trappola di fare il parallelo liberismo=democrazia= mercato, credo che un diverso sistema sia ormai necessario che metta al centro l'uomo e non il profitto dato che credo sia questa la discriminante vera da valutare, non credi?
a proposito ti metterò fra i miei "fave" di technorati in segno di stima (avendo letto il tuo blog) e se lo facessi anche tu non mi dispiacerebbe (se leggi il mio blog). ciao a presto