giovedì 16 agosto 2007

Greenspan e i mutui birbanti



In un articolo dell'economista premio nobel Joseph E. Stiglitz, pubblicato il 10/8/07 su Repubblica.it, viene finalmente spiegato in termini chiari e perfettamente comprensibili cosa sta accadendo ai mercati finanziari: la questione dei mutui a tasso d'interesse stracciato che negli USA hanno spopolato in anni recenti.

Secondo Stiglitz "con l'avallo di Alan Greenspan, presidente della Federal Reserve, il presidente George W. Bush aveva fatto approvare uno sgravio fiscale finalizzato ad avvantaggiare gli americani più ricchi, ma non a risollevare l'economia dalla recessione che aveva fatto seguito allo scoppio della bolla di Internet. Una volta commesso quell'errore, alla Fed restava ben poca scelta: se voleva rispettare il proprio mandato, consistente nel mantenere la crescita e l'occupazione, doveva necessariamente abbassare i tassi di interesse".

Ma, invece di favorire gli investimenti delle imprese, la riduzione dei tassi d'interesse ha spinto ad una corsa al mutuo domestico: le famiglie americane si sono iper-indebitate con finanziamenti a tasso variabile e, adesso che i tassi salgono, non riescono a fronteggiare le uscite.
Le banche, dal canto loro, hanno finanziato famiglie che normalmente non avrebbero soddisfatto gli standard minimi di solvibilità.

Stiglitz continua affermando che "Alan Greenspan li ha incitati a esagerare con i rischi, spingendo questi mutui a tasso variabile. Il 23 febbraio 2004 Greenspan osservò che "molti proprietari di casa avrebbero potuto risparmiare decine di migliaia di dollari se nell'ultimo decennio avessero sottoscritto mutui a tasso regolabile invece che mutui a tasso fisso". È mai possibile che Greenspan si aspettasse davvero che i tassi d'interesse sarebbero rimasti per sempre all'uno per cento, un tasso di interesse reale assolutamente negativo? Possibile che Greenspan non abbia pensato a quello che sarebbe accaduto agli americani poveri con mutui a tasso variabile quando i tassi di interesse fossero saliti, come quasi inevitabilmente avrebbero finito col fare?"

Alan Greenspan non ricopre più il suo ruolo alla FED. Dove sarà andato a finire questo arzillo ultraottantenne, tra i principali fautori degli scossoni che i mercati finanziari stanno soffrendo?
Le news ci dicono che è stato ingaggiato dalla Deutsche Bank come consulente agli investimenti.

A buon intenditor, poche parole...

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