mercoledì 29 agosto 2007

Disinformazione fra i banchi di scuola




La cattiva informazione, la disinformazione e la controinformazione, agiscono sulla persona già attraverso l'istruzione scolastica. Errori anche grossolani e verità parziali pullulano nei libri di testo e sulle bocche degli insegnanti, evidentemente non sempre all'altezza del compito di preparare le generazioni più giovani alla complessità del mondo.

Mentre, però, il controllo sulla qualità dell'insegnamento orale è difficile per un numero di ragioni, una verifica dei libri di testo sarebbe possibile e auspicabile, visto anche che il loro prezzo sale notevolmente. [l'Espresso]

Vediamo qualche esempio tratto da libri scolastici in uso presso scuole medie e licei.


- "L'Iliade e l'Odissea sono i poemi epici più antichi mai scritti".

Probabilmente errato. L'Epopea di Gilgamesh è uno splendido poema babilonese rinvenuto su tavole di argilla scolpite nel VII secolo a.C., la cui redazione risulta essere molto più antica grazie al ritrovamento di pezzi di narrazione in altre zone del mondo, risalenti a oltre 5.000 anni fa.
Se pure questa informazione nulla toglie alla grandiosa esperienza e ricchezza della cultura ellenica, è importante per inquadrare correttamente il ruolo culturale svolto dalle popolazioni mesopotamiche, fra le più ricche e influenti in tutto il Mediterraneo e il Medio Oriente.


- "Dopo l'annessione del sud Italia e la proclamazione del Regno d'Italia nel 1861, si diffuse il fenomeno del brigantaggio che sarà premessa della odierna mafia."

Incompleto. Se è giusto far risalire alcune forme criminali organizzate al fenomeno del brigantaggio, è vera disinformazione dare per scontata l'equivalenza brigante=bandito.
I briganti erano la resistenza che lottava contro l'invasore piemontese, fedeli alla corona borbonica e composti da civili ed ex-militari. Descriverli come semplici ladri e saccheggiatori è come definire la resistenza Iraquena contro l'invasione USA "terrorismo", o i partigiani italiani "banditi".


- "Catilina tentò, fallendo, un colpo di stato attraverso un programma di omicidi e attentati."

Incompleto. Catilina viene dipinto come un qualsiasi romano ricco, assetato di potere e con sicari al soldo, ma quali erano le motivazioni dietro la sua rivolta, e perché fece tanto scalpore?
La repubblica romana attraversava una fase di trasformazione, erosa prima da una classe dirigente disgraziata e dalla dittatura di Silla, e definitivamente distrutta pochi anni dopo ad opera di Giulio Cesare. In quel lasso di tempo Catilina si proponeva, probabilmente (e stando ai numerosi studi che ne rivalutano la figura) di ripristinare le istituzioni romane come erano prima degli sconvolgimenti subiti nell'ultimo cinquantennio, restituendo dignità al cittadino romano. Era, inoltre, una figura romantica e popolare, come si intuisce da una sua frase: "Mi sono assunto, com'è mio costume, la causa generale dei disgraziati".


Questi tre esempi (ma ne potrei aggiungere molti altri) possono rendere l'idea di quanto diffusa sia la cattiva informazione fra i banchi di scuola. Il giovane che si diploma passa così alla disinformazione offerta da quotidiani e televisione senza soluzione di continuità, e senza disporre del minimo bagaglio cognitivo necessario a discernere e analizzare.

2 commenti:

maria rosa ha detto...

L'Epopea di Gilgamesh è uno splendido poema babilonese rinvenuto su tavole di argilla scolpite nel VII secolo a.C., la cui redazione risulta essere molto più antica grazie al ritrovamento di pezzi di narrazione in altre zone del mondo, risalenti a oltre 5.000 anni fa.
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Sono un' insegnante di storia nella Scuola Primaria- ex elementare.
I miei alunni di classe 4^, studiando la civiltà Assiro-babilonese, hanno conosciuto e letto il racconto dell'eroe-MITO Gilgamesh, proprio sul libro!
Abbiamo insieme approfondito la sua epopea per poterla paragonare alle altre che ogni civiltà possiede in relazione ai suoi MITI.
Non è vero che i LIBRI difettino di conoscenza storica e di errate informazioni; sta al docente saper scegliere e/o completare ciò che in un libro manca .
I libri perfetti e completi NON ESISTONO; e neppure gli insegnanti Perfetti esistono.
Peccato, però, che esistano docenti IGNORANTI ed incapaci di fare "buon uso" del Libro, integrandolo nelle parti mancanti che loro ritengono di voler e di dover sviluppare.
In 32 anni di insegnamento ho sempre cercato il modo di "FARE cultura e conoscenza" insieme,oltre e nonostante il Libro di testo.
Per fortuna che gli studenti imparino NONOSTANTE i libri, nonostante gli insegnanti e nonostante certa scuola!
Un saluto .
maria rosa

Diego d'Andria ha detto...

Cara Maria Rosa,

grazie per essere passata e per l'utile commento.

È vero, sono soprattutto le mani dell'insegnante a plasmare l'informazione scolastica in qualcosa che sia "buono" o "cattivo". Quanto avrei voluto anch'io, nel mio iter scolastico, incontrare un professore che mi raccontasse del mitico viaggio del re di Ur alla ricerca dell'immortalità, come hai fatto tu con i tuoi allievi!

Ma non è accaduto. In compenso, mi sono ritrovato a leggere e studiare l'opera di Manzoni per ben tre volte (una alle scuole medie, due al liceo), ci pensi? E mai un Goethe, mai un Dostoevskij. Alla mia richiesta ad un insegnante di 4° liceo su Gilgamesh (di cui avevo sentito parlare grazie a un fumetto) e sulla sua probabile anteriorità all'epica omerica, la risposta sono stati due occhi sbarrati e qualche "non so" imbarazzato.

Per carità, anche l'insegnante è umano e necessariamente fallace. Ma il libro è un oggetto meditato, cui possono collaborare esperti di più campi. È un'opera ragionata che può essere, nel tempo, arricchita e corretta con nuove edizioni aggiornate.
Quando tutto manchi nell'insegnante, a me pare che il libro, soprattutto nelle scuole superiori, sia l'unica "ciambella di salvataggio" per soddisfare le curiosità dello studente e stimolarlo. Curiosità che, poi, potrà lascarsi scivolare addosso, o approfondire autonomamente partendo da uno spunto letto nel libro (cosa oggi infinitamente più facile grazie ad Internet).

Saluti
Diego