mercoledì 22 agosto 2007

Ancora tasse?!?



"Il Governo innalzerà dal 12,5 al 20% la tassazione sulle rendite finanziarie", è questa la notizia pubblicata oggi sulle principali agenzie di stampa (ilSole24Ore). Un commento è d'obbligo.

Distinguiamo per un momento la valutazione etica da quella economica.

Eticamente, mi pare giusto avvicinare il prelievo fiscale sugli investimenti in attività finanziarie a quello sui redditi. Ciò colpirà soprattutto i grandi capitali e quindi, in un'ottica di redistribuzione di ricchezza (necessaria nel nostro paese), mi porta a condividere la proposta.

Dal punto di vista economico, invece, la faccenda si complica molto:

1) innanzitutto, è un colpo alla borsa italiana, involuta rispetto ai nostri partners europei. L'investimento nel mattone è già una realtà invasiva in Italia, e un inasprimento delle tasse sui titoli finanziari chiaramente sfavorisce l'investimento in titoli nazionali, a favore di investimenti all'estero e nel real estate.

2) la manovra complessiva non sembra essere una redistribuzione a somma zero come dichiarato dal ministro della solidarietà sociale, Paolo Ferrero, ma un aumento complessivo del prelievo fiscale. In un'Italia già martoriata dalle tasse e senza che il cittadino riceva in cambio una spesa sociale adeguata (a tale riguardo una recente ricerca Cgia), un paese dove il suo ministro dell'economia, Tommaso Padoa Schioppa, sottolinea l'esigenza di sostenere i consumi, è assurdo parlare di aumenti delle tasse senza discutere una riforma seria e generale del welfare.

3) si parla anche di incidere con l'ICI sui patrimoni della Chiesa, un altro modo per far affluire soldi alle casse dello stato. Ma lo stato italiano già spende troppo. È come dire che il governo, incapace ad attuare le riforme necessarie quali: taglio dei costi della politica e del settore pubblico; riforma dell'INPS e dell'intero apparato di previdenza sociale (reddito di cittadinanza? Ammortizzatori sociali? Dove siete finiti?); verifica e selezione degli appalti pubblici già approvati (le varie TAV e il ponte sullo stretto sono problemi solo rinviati, per non parlare dei termovalorizzatori); revisione della regolamentazione e vigilanza del settore bancario e finanziario; elaborazione ed attuazione di una politica energetica (solo per citare le riforme più urgenti), non trova di meglio che prendere altri soldi dai cittadini per sperperarli o utilizzarli per appianare il debito pubblico, cioè il debito nato per gli sperperi precedenti!

Sia questa la strategia per il prossimo anno, o solo un contentino per giustificare le solite rimostranze pro-elettorato della sinistra "radicale" in periodo di legge finanziaria, mi sembra davvero una proposta poco meditata, molto populista, assolutamente inadatta al momento storico.

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