lunedì 30 luglio 2007

"E" come: Energia, Europa, Enel, Endesa



Rapporto sull'Efficienza Energetica 2006


Nell'Europa dei 25 secondo un'indagine della Commissione Europea, il consumo di energia elettrica è cresciuto, nel periodo compreso fra il 1999 e il 2004, del 10,8% nel settore residenziale, del 15,6% nel terziario, del 9,5% nell'industria.

L'indagine si sofferma poi sui principali fattori che hanno portato a questi aumenti. In particolare nel segmento residenziale, i principali sono individuati in:

- una maggiore diffusione di elettrodomestici tradizionali (lavastoviglie, PC, condizionatori, che ancora non sono diffusi al 100% fra la popolazione europea)
- la diffusione di nuovi apparecchi su vasta scala: lettori DvD, banda larga, apparecchi wireless, ecc.
- un uso maggiore in termini di ore di tutti i suddetti apparecchi
- un'aumentata ridondanza: più famiglie comprano due o tre televisori, stereo, frigoriferi...
- appartamenti mediamente più grandi e abitati da singole famiglie, e una più lunga permanenza in casa, con conseguenti maggiori consumi per illuminazione e riscaldamento.

In Italia, si calcola che il consumo medio elettrico di una abitazione, esclusi gli utilizzi per riscaldamento di acqua e ambiente, è di 3.157 kWh per anno.
Il consumo per l'aria condizionata è in rapida crescita. La vendita di piccoli apparati domestici è salita da 950 mila unità nel 2001, a 2.100 mila nel 2004, per poi ridiscendere a 1.367 mila nel 2005. Si valuta oggi un tasso di penetrazione nelle case attorno al 20%, un valore simile a quello degli USA (che è fra i più alti al mondo).

Di tutti questi elettrodomestici, in Italia per fortuna la maggior parte è a risparmio energetico. Sommando i tipi di classe A e classe A+, frigoriferi e i congelatori superano il 60%, le lavatrici il 74%, le lavastoviglie (elettrodomestico di più recente diffusione nel nostro paese) l'87%.


La strategia Enel

A fronte dei suddetti aumenti nei consumi elettrici, cosa fa l'ente nazionale per l'energia?

Per il 2006 l'Enel ha dichiarato circa 3 miliardi di euro di utile (nel 2005 erano 3,9 miliardi). L'Ebitda, cioè l'utile calcolato al lordo di tasse, oneri finanziari, ammortamenti e svalutazioni, cresce nel primo trimestre 2007 di oltre il 10%.
Questi soldi (tanti), potrebbero essere utilizzati per abbassare il costo dell'energia per le famiglie italiane, visto che è fra i più alti in europa (siamo al secondo posto dopo la Danimarca, con un costo per kWh oscillante fra 20 e 24 cent./€ contro la media UE di 15 cent./€). Oppure, potrebbero essere investiti per nuovi impianti ecocompatibili: eolici, solari, a biogas.

Invece la strategia del management Enel è di aumentare la partecipazione nella spagnola Endesa.

A me pare che sia un implicita affermazione di inettitudine: è come dire, insomma, che gli spagnoli di Endesa sono più bravi di noi a gestire il business elettrico, perciò i soldi italiani è meglio investirli là, piuttosto che in patria.

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